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Bruxelles, 17 nov – A quanto pare, in Europa c’è un prepotente ritorno dell’aviaria, malattia che, com’è noto, tra tutti gli allevamenti colpisce in particolar modo quello dei polli. Francia e Germania sono già in allarme dati i molti casi confermati, e l’Olanda ha già preventivato l’abbattimento di 200mila animali tra pollame e uccelli, un po’ come – purtroppo – sta avvenendo per i visoni. Il Belgio ha invece deciso di adottare una misura meno cruenta, scommettendo su una sorta di “lockdown” e norme che vietino l’assembramento di galline.

Il ritorno dell’aviaria e il lockdown dei polli

Il ministro dell’Agricoltura belga, dopo aver preso nota dei primi tre casi di influenza aviaria H5N8 su uccelli selvatici ad Ostenda, ha stabilito l’emanazione di misure non solo per gli allevamenti ufficiali, ma anche per quelli più piccoli gestiti da molti cittadini belgi (che a quanto pare amano molto i piccioni). Sul sito dell’Afsca, autorità belga per la sicurezza alimentare, si legge: “Tutti i proprietari di pollame devono confinare o proteggere (con una rete) i loro animali. Questo vale anche per le persone che, ad esempio, hanno un pollaio nel giardino di casa. Questa misura aiuta a prevenire il contatto con uccelli selvatici, che potrebbero trasmettere il virus. Se possibile, mettere all’interno abbeveratoi e mangiatoie o, se ciò non è possibile, proteggere il percorso esterno con una rete”.

Aviaria vs Covid

E ancora: “I raduni di pollame come mercati pubblici, mostre, concorsi e fiere sono temporaneamente vietati”. Se, infatti, tali misure restrittive sono state già messe in preventivo per contrastare i contagi da coronavirus, in Belgio si prevede che rimarrano anche quando la stretta dovesse allentare, perché l’aviaria è un pericolo insorgente. Nessun pericolo, comunque, per quanto riguarda l’alimentazione. Per il ministro dell’Agricoltura belga, infatti, “la carne e le uova di pollo sono sicure da mangiare” anche se si sta diffondendo l’aviaria.

Ilaria Paoletti

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