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Roma, 17 nov – Inutile girarci intorno, coscienza nazionale e sovranità monetaria giapponese continuano a dare lezioni ai guru globalisti di casa nostra. I dati parlano chiaro e ci dicono che Tokyo ha gestito benissimo l’emergenza sanitaria, senza oltretutto imporre misure restrittive particolarmente severe: non ha mai introdotto un lockdown, limitandosi a dichiarare lo stato d’emergenza da inizio aprile a fine maggio, chiedendo ai cittadini di rispettare le norme igienico-sanitarie e consigliando a imprese ed esercizi commerciali una riduzione degli orari.

Pochi contagi e crescita record

Ma stiamo ai dati. In Giappone, dall’inizio dell’epidemia, sono circa 190mila i casi totali di contagiati dal coronavirus (ieri ne sono stati rilevati 1.459) su una popolazione di 126,5 milioni di abitanti. Ecco, nessuna particolare misura coercitiva per contenere i contagi, eppure il Sol Levante ha retto l’urto pandemico. Non è tutto, anzi. Così operando, il Giappone ha evitato di paralizzare le attività economiche e ieri ha segnato addirittura il maggior incremento del Pil in 40 anni. Per l’esattezza, l’economia nipponica è cresciuta del 5% da luglio a settembre (oltre ogni più rosea aspettativa), in seguito a una contrazione del 7,9% rilevata nei tre mesi precedenti.

Il dato che più colpisce è però l’incremento annualizzato del 21,4%. Questo significa che il Giappone è uscito dalla recessione e i consumi – che contribuiscono al 60% della formazione del Pil – aumentano di giorno in giorno. La terza economia del mondo ha messo il piede sull’acceleratore anche per quanto riguarda le esportazioni e lo storico accordo commerciale (firmato due giorni fa) tra quindici nazioni asiatiche, tra cui Cina, Giappone e Corea del Sud, contribuisce a dare ulteriore impulso all’economia.

Ma come ha fatto il Sol Levante a crescere così tanto nonostante questo drammatico periodo? La ricetta è in apparenza piuttosto semplice, si basa su due ingredienti imprescindibili: aiuti economici alla popolazione e spinta ai consumi privati. La macchina industriale e il treno commerciale in Giappone non si sono mai fermati. E adesso portano nelle case dei cittadini questi ottimi frutti.

Eugenio Palazzini

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