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Roma, 6 nov – La domanda che tutti si stanno ponendo è obiettivamente una sola ed è piuttosto semplice: Joe Biden è ormai il nuovo presidente degli Stati Uniti? La risposta non può essere secca, perché in realtà per quanto il candidato del Partito Democratico sia a un passo dalla Casa Bianca, permangono ancora una serie di variabili che in estrema sintesi potremmo sintetizzare con: massima cautela, visto che nei quattro Stati chiave ancora in bilico i risultati non sono definitivi.

Questo, è bene precisarlo, a prescindere dalle osservazioni di Trump e del suo staff che continuano a evocare brogli e a parlare di irregolarità, pur senza fornire prove schiaccianti a riguardo. Qualcuno sostiene in ogni caso che manca davvero pochissimo e Biden è in vantaggio ovunque (Nevada, Georgia, Arizona e Pennsylvania). Dunque si tratta soltanto di attendere qualche ora per poterlo definire ufficialmente il nuovo presidente della nazione più potente del mondo.

Lo strano caso dell’Arizona

E’ così? Non proprio. Perché anche dando per certa la vittoria di Biden in Nevada (6 grandi elettori), ci sono ancora almeno tre punti interrogativi affatto trascurabili. Il primo di questi si chiama Arizona, dove il vantaggio di Joe Biden su Donald Trump si sta assottigliando in seguito al conteggio di voti della contea di Maricopa, ovvero la più popolosa dello Stato del Sudovest. In questo momento Biden è in vantaggio di circa 60mila voti. Diversi media, tra cui l’Associated Press, hanno già assegnato l’Arizona (11 grandi elettori) a Biden, ma non mancano i network che al contrario reputano questo Stato ancora fortemente in bilico.

Il riconteggio in Georgia

La seconda variabile piuttosto significativa si chiama Georgia (16 grandi elettori). Anche in questo caso parliamo di uno Stato cruciale, in cui le sezioni scrutinate sono il 99% e il distacco tra i due contendenti è minimo. Come sottolineato dalle autorità statali ci sono ancora 8mila voti da contare. La novità dell’ultima ora è però ancor più rilevante: in Georgia si andrà al riconteggio dei voti, proprio perché il margine tra i due sfidanti è ridotto. Lo ha reso noto poco fa il segretario di Stato della Georgia, Brad Raffensperger, durante una conferenza stampa ad Atlanta. Un riconteggio pressoché inevitabile poiché la legge della Georgia dà la possibilità al candidato perdente di richiederlo se il margine di sconfitta è di meno di mezzo punto percentuale. In questo Stato potremmo dover attendere fino al 20 novembre prima di sapere chi ha vinto.

La lunga attesa in Pennsylvania 

La terza variabile altrettanto importante si chiama Pennsylvania (20 grandi elettori), per la quale vale lo stesso discorso fatto per la Georgia. La legge dello Stato concede infatti una nuova conta dei voti nel caso in cui il margine di scarto tra i due contendenti sia inferiore allo 0,5%. In Pennsylvania non vi è però ancora la certezza del riconteggio perché mancano decine di migliaia di schede da contare e in questo momento Biden è in vantaggio di appena 9mila voti. Calma e gesso dunque, la partita non è affatto chiusa e l’arbitro sembra proprio aver assegnato un lungo recupero.

Eugenio Palazzini

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8 Commenti

  1. Bidè è malandato ….. non reggerà un anno da presidente ….. quindi subentrerà la NEGRA ….

    in Russia stanno già festeggiando la FINE del potere USA nel mondo .
    In effetti , anche se mi piace TRUMP …. penso dovrei festeggiare anch’io ma ,
    Il GROSSO problema è che i comunistelli ricominceranno con “primavere arabe” e simili CAZZATE da Muslim ZIOTOM-Obama

    Il vecchio rinco e la NEGRA comunque , faranno scoppiare una guerra civile ed i fessi Global ….. capiranno la CAGATA che hanno fatto . TOO LATE !
    O hanno già pronta la casetta alle Barbados ?????

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