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Los Angeles, 6 nov – Johnny Depp è da lungo tempo coinvolto in una causa contro l’ex moglie Amber Heard, il quale lo accusa di violenze e soprusi. La faccenda è fumosa e poco chiara, dato che lo stesso Depp avrebbe fornito prove di violenze commesse nei suoi confronti e di altre “finte” dalla bella ex moglie. Tuttavia, l’attore americano ha perso una causa contro il tabloid inglese The Sun e per questa ragione la Warner Bros lo ha “scaricato”. Risultato? Non sarà più Grindelwald nella saga di Animali fantastici e dove trovarli.

Depp: “La Warner Bros ha chiesto le mie dimissioni”

Ne ha dato notizia lo stesso Depp sul suo profilo Instagram con una breve dichiarazione. La decisione, per stessa ammissione dell’attore, arriva immediatamente dopo la sconfitta in tribunale, a Londra, dove Depp aveva fatto causa al The Sun per diffamazione perché il celebre tabloid inglese lo aveva definito “un picchiatore di moglie” parlando delle accuse mossegli dalla ex moglie, l’attrice Amber Heard.

“Ricorrerò in appello”

“Vorrei farvi sapere che mi è stato richiesto dalla Warner Bros. di dimettermi dal ruolo di Grindelwald in Animali Fantastici. Ho rispettato questa richiesta e ho acconsentito”, scrive Depp sul suo profilo, non prima di aver ringraziato chiunque gli abbia espresso solidarietà e vicinanza. Depp nella dichiarazione conferma, altresì, di voler proseguire la battaglia legale contro la moglie ricorrendo in appello nei confronti del tribunale inglese contro la sentenza che “scagiona” il Sun per la definizione ingiuriosa che gli ha riservato.

E’ ancora in ballo la causa negli Usa

Depp ha intentato un’altra causa, per la quale ha chiesto 50 milioni di dollari di risarcimento, sempre contro le accuse della ex moglie, e lo ha fatto negli Stati Uniti. Depp, ricordiamo, ha vestito i panni di Grindelwald nei primi due film di Animali fantastici e dove trovarli. Nel terzo film, strettamente legato alla saga di Harry Potter, Depp verrà sostituito da qualche altro attore, a scapito della coerenza narrativa della sceneggiatura.

Ilaria Paoletti

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2 Commenti

  1. bello schifo:
    moglie (lei sì) manesca che
    lo denuncia per violenze,
    lui va in causa per difendersi,
    prova che le violenze le faceva LEI a lui
    poi cita per danni un (sic)
    giornale che lo calunnia dandogli del picchiatore di donne,
    non riesce a vincere la causa per il danno di immagine anche se ha dimostrato che
    non ha picchiato
    (immagino perchè il giornale si è riferito a dati
    pubblici estrapolati precedentemente al processo che lo ha scagionato)

    e la notizia del suo insuccesso nella causa per danni contro il giornale
    è stata sufficiente per fargli perdere il lavoro,perchè nella cultura misandrica di oggi
    non serve più,una prova:basta un sospetto per demolire carriere,
    licenziale,estromettere ecc

    e quando il sospetto non c’è,li si crea:

    qualcuno si ricorda di Dominique Strauss-Kahn?
    siccome era un uomo scomodo si sono inventati perfino
    un presunto stupro,pur di buttarlo fuori dall fmi e interromperne così la carriera:

    presunto stupro che ovviamente è finito in niente,non appena ha rassegnato le sue dimissioni.
    una cosa repellente a pensarci…
    anche se DSK mi sta antipatico,visto che io sono sovranista:
    ma quello che è giusto è giusto,
    e la giustizia se ne è andata a MERETRICI da un pezzo,in queste cose:

    uomini?
    no…
    oggi siamo i nuovi ebrei.

    è ora che ce ne rendiamo conto,e cominciamo a difenderci.

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