Roma, 5 gen — Non ne parleranno in molti ma tra i «clamorosi assenti» al funerale di Papa Benedetto XVI officiati stamattina in Piazza San Pietro figurava anche il presidente degli Stati Uniti Joe Biden. Biden, il cattolico Biden che è ben al corrente della rilevanza numerica dell’elettorato cattolico americano e della fase di agitazione interna tra le fronde più moderniste e quelle che si rifanno a un tipo di confessione più improntata sul tradizionalismo.

Biden, la porta in faccia di Benedetto

Decisamente interessante la risposta che qualche giorno fa Biden ha fornito ai giornalisti che lo interrogavano sull’opportunità di una sua partecipazione ai funerali dell’Emerito. Sleepy Joe, preso in contropiede, ha farfugliato con imbarazzo di problemi logistici e di sicurezza che la sua presenza avrebbe creato in Piazza San Pietro. Scuse piuttosto traballanti: nel 2005, a rendere l’ultimo saluto a Giovanni Paolo II si era recata una super-delegazione composta dall’allora presidente Bush con i suoi due predecessori, Bill Clinton e Bush senior.

La rettifica, ulteriormente imbarazzata, è arrivata poco dopo per bocca della portavoce della Casa Bianca Jean-Pierre: Biden non sarebbe stato presente alle esequie per precisa ed espressa volontà di Benedetto XVI e della Santa Sede indicando come più opportuna, in rappresentanza degli Stati Uniti, la presenza dell’ambasciatrice presso la Santa Sede, Joe Donnell.

Facile intuire le ragioni di questa secca porta in faccia. Il presidente Usa, pur professandosi cattolico, si dice apertamente favorevole all’aborto e abbraccia senza alcuna remora le peggiori derive progressiste che attualmente rappresentano la galassia dem: gender, nozze gay, transizione di genere di bambini e adolescenti. Il gesto di Ratzinger potrebbe essere interpretato come una sorta di «testamento spirituale» in ossequio ai valori originari della Chiesa e alla «buona battaglia» ancora tutta da combattere.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

3 Commenti

  1. A Benedetto XVI, giunga il grazie ti tutto cuore e spirito… anche il mio.
    Biden è un battista (forse pure travestito), non un cattolico, basti pensare a cosa ha lasciato combinare, pure a suo figlio, in Ucraina (e non solo).

  2. Un Uomo contro un miserabile: congratulazioni al Dott. Cionci e alla Finanza sul Web per aver riportato l’intervista “BENEDETTO XVI: Vittoria Post.Mortem”.
    Grazie VERO ed UNICO Sommo Pontefice

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