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12380250_1411129065568583_1315312287_nRoma, 19 set – Esplodono una bomba a New York e torna la paura. Del terrorismo? No, di Donald Trump. A sentire i giornali italiani, il principale effetto negativo di quello che sembrerebbe a tutti gli effetti un attentato sarebbe dato dal possibile effetto di tale attacco sul consenso riscosso dal candidato repubblicano.



Il picco del teatro dell’assurdo è rappresentato dal pezzo di Repubblica, che immagina una sorta di sdegno civile generalizzato degli abitanti di Chelsea – quartiere benstante e, viene sottolineato, a forte presenza gay – contro Trump. Ecco quindi che vengono intervistati borghesi alle prese con lo jogging, che pure trovano il tempo di inveire contro il politico conservatore: “Donald Trump farebbe meglio a non utilizzare le bombe di New York per farsi campagna elettorale. Non vincerà facendo paura alla gente. Può cavalcare l’onda emotiva oggi, ma a novembre gli elettori penseranno solo a cose concrete. E lui, finora, non ne ha detta nessuna”, dice a Repubblica un passante diretto in sinagoga. “Trump ha detto delle cose scontate: proprio quelle che ci si aspetterebbe da lui. Ma tanto chi lo sta a sentire?”, aggiunge un’altra tizia, tale Tonia. E alla fine anche l’inviato del giornale di De Benedetti è costretto a chiosare che in realtà è “quasi mezza America” quella che sta a sentire il candidato della destra. Segue commentino video svogliato di Federico Rampini.

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Anche l’inviato del Corriere della Sera non può esimersi dal raccontare di come “Donald Trump ha parlato delle bombe di New York ancor prima della polizia e ha subito cavalcato l’allarme provocato dal nuovo attacco”, aggiungendo che la sua sortita “tocca corde emotive che anche stavolta potrebbero rendere il suo messaggio più efficace di quello della candidata democratica”. E, par di capire, il vero dramma del terrorismo è questo. Riotta, sulla Stampa, spiega che “Trump è stato invece lesto a cercare consensi nella paura, mentre Clinton, come ormai sembra fare da troppo tempo, s’è limitata a una dichiarazione di maniera, chiedendo chiarezza e prudenza”. Curiosa analisi, che stigmatizza chiaramente l’atteggiamento dell’uno per poi quasi rimproverare all’altra di non fare altrettanto.

Titolo de La Stampa? “La violenza irrompe sulle elezioni, così Trump cavalca rabbia e paura”. Corriere: “Ora Trump cavalca le paure”. Rampini su Repubblica: “Trump cavalca la paura, Clinton prudente”. È appena andato in onda il giornale unico del potere.

Giorgio Nigra

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