Londra, 8 gen – Un’ondata dilagante di aggressioni con l’acido ha colpito negli ultimi anni il Regno Unito: in media 15 alla settimana, avvenuti per il 70% a Londra. Tra il gennaio 2015 e il maggio 2018 ci sono stati 2602 attacchi, contro i 100 avvenuti tra il 2007 e il 2011. Un aumento esponenziale da imputare principalmente all’incremento dei flussi migratori in territorio britannico – essendo questa una pratica tristemente diffusa nelle aree del Medio Oriente e del Sud-est asiatico. Sono spesso gli uomini ad eseguire questa “pratica” sulle donne, per motivi di gelosia o quando queste rifiutano una proposta di matrimonio.

Il documento riporta anche l’esempio di particolari attacchi avvenuti recentemente, alcuni dei quali avevano bambini come vittime (il più giovane è di tre anni) e addirittura come colpevoli. Breitbart London ha recentemente documentato il vertiginoso aumento delle aggressioni con acido in Gran Bretagna e a Londra in particolare: la città ha il triste primato di “capitale mondiale degli attacchi con acido del 2017”, una vera e propria epidemia, i cui effetti devastanti non si abbattono solo sulle vittime, ma hanno effetto anche sulle famiglie e sulla società. L’effetto delle aggressioni non si esaurisce solo nello sfiguramento della vittima, ma spesso sfocia in lesioni completamente invalidanti (cecità, sordità, limitazione dei movimenti) a seconda di quanto la sostanza corrosiva è riuscita a penetrare nei tessuti. Un’estetista di Lowestoft, sopravvissuta ad un attacco, ha dichiarato “un solo attimo di malvagità ha cambiato la mia vita per sempre. È peggio di un omicidio. Sono deturpata, rovinata, condannata all’ergastolo.”

Eppure, nonostante questi attacchi finiscano con l’essere così distruttivi sotto diversi aspetti, vi è stata una sola condanna di questi crimini in Gran Bretagna, nel 2018. La vittima è morta 11 giorni dopo. Nel caso dell’aggressione di un bambino di tre anni la polizia ha arrestato cinque persone, ora in attesa di giudizio.

Cristina Gauri

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