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Londra, 13 ott – Sapevamo bene tutti che la Brexit non sarebbe stata una catastrofe, come invece molti pseudo esperti annunciavano qualche settimana prima del referendum per l’uscita della Gran Bretagna dalla UE, ma sapevamo anche che la fase successiva non sarebbe stata una passeggiata o uno scambio di baci e abbracci tra Bruxelles e Londra. E infatti ci ritroviamo a ottobre del 2017 con ancora molti nodi da sciogliere, riguardo a tale questione. Quello probabilmente più difficile è relativo alla negoziazione dei nuovi accordi commerciali di libero scambio tra le due parti.

Il governo britannico spinge per trovare al più presto una soluzione soddisfacente per entrambi, ma l’Unione Europea continua a comportarsi come il marito lasciato dalla moglie che si rifiuta di andare dall’avvocato a firmare le carte e trovare un accordo. La moglie (personificata dal primo ministro britannico Theresa May) inizia però a spazientirsi, tanto da minacciare la rottura completa nei confronti del Vecchio Continente, per girare lo sguardo verso ovest, dove i cari e giovani Stati Uniti non potrebbero mai rifiutarsi di flirtare con i cugini inglesi. Ed ecco allora arrivare la pazza idea del governo di Albione: nel caso in cui l’UE non fosse disposta a risolvere questa situazione la GB potrebbe girarle le spalle ed entrare nel NAFTA.

Che cos’è il NAFTA? E’ il “North American Free Trade Agreement”, cioè un trattato di libero scambio commerciale tra Canada, Stati Uniti e Messico. A differenza dell’Unione europea, il NAFTA non si basa su un sistema in cui ci sono organi di governo soprannazionali e non sottopone la legislazione dei singoli stati agli atti emanati da questi organi. In pratica gli inglesi guardano agli USA in caso di fallimento dei negoziati, visto che Bruxelles continua ad alzare il muro, il governo britannico lavora concretamente a delle valide alternative per superare il post Brexit. Lunedì, mentre in Belgio iniziava la quinta ripresa di negoziati, a Londra Theresa May interveniva alla Camera dei Comuni, presentando due nuovi documenti: uno su una politica commerciale indipendente e un altro sul sistema doganale del dopo Brexit.

Mauro Pecchia

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2 Commenti

  1. Sai che paura con sta minaccia…. come se non fossero già i cani al guinzaglio degli americani. Resto sempre più basito dalla vostra anglofilia…mah

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