Londra, 22 mag – Magari Farage ha ricevuto finanziamenti illeciti, magari ha giocato “sporco, magari la sua campagna elettorale non è stata del tutto limpida. Tutto è possibile, certo è che a pochi giorni dal voto per le europee arriva l’ennesima indagine che potrebbe assestare un brutto colpo a un partito cosiddetto sovranista. Dopo lo scandalo austriaco, ecco infatti che il neonato Brexit Party, da recenti sondaggi dato al 35%, ovvero prima forza assoluta in Gran Bretangna, viene preso di mira dal Parlamento Ue. A Bruxelles hanno avviato un’indagine per irregolarità finanziarie da parte di Nigel Farage, europarlamentare e leader del partito che sta facendo tremare le tradizionali compagini britanniche.

Si tratta al momento di supposizioni, ipotesi di reato ventilate da alcuni media del Regno Unito che parlano di regali non dichiarati ricevuti da Farage da parte di un certo Arron Banks. Si tratta di un miliardario che ha finanziato la campagna dei pro brexit. In sostanza l’europarlamentare non avrebbe dichiarato di aver ricevuto questi aiuti economici, cosa che viola il codice di condotta dell’Unione Europea. Il tutto, se dimostrato, non impedirebbe a Farage di partecipare alle elezioni.

Casualità elettorali


Tra l’altro i tempi ristretti non riuscirebbero a portare a una sentenza, con la prima riunione del comitato del Parlamento Ue chiamata a verificare se vi sono state violazioni da parte di Farage che dovrebbe svolgersi il 4 giugno. Anche se venisse dimostrato che il leader del Brexit Party ha violato il codice di condotta, il Parlamento europeo potrebbe sanzionarlo al massimo con una sospensione delle attività di aula per un periodo che va da due a trenta giorni.

Poca roba, difatti non è tanto la decisione presa dai solerti e integerrimi tutori delle regole di Bruxelles a pesare, quanto la tempistica delle indagini. Guarda caso, con la May in caduta libera e i labour ai minimi storici, un danno all’immagine del partito in costante ascesa, che punta tutto sull’uscita del Regno Unito dall’Ue, potrebbe aiutare qualcuno a risollevarsi. Casualità elettorali.

Eugenio Palazzini

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