Il Primato Nazionale mensile in edicola

Parigi, 16 apr – Puntuale come la morte non poteva mancare la vignetta “satirica” di Charlie Hebdo sull’incendio di Notre Dame, che ieri sera ha quasi distrutto la cattedrale simbolo della civiltà europea. Il settimanale è uscito eccezionalmente di martedì per dedicare la copertina al rogo di ieri sera, prendendo di mira il presidente Emmanuel Macron. Nell’immagine si vedono il volto caricaturale e il ghigno malefico del presidente con la cattedrale in fiamme a fare da capigliatura. Macron pronuncia la frase “Je commence par la charpente”, ovvero “inizio dalla cornice” o “dall’ossatura”, giocando sul parallelismo tra la struttura in legno di Notre Dame in fiamme e la questione delle riforme annunciate dall’inquilino dell’Eliseo. 

Sulla copertina rossa di Charlie Hebdo la frase di Macron è accompagnata infatti dalla parola “réformes”. Proprio ieri sera il presidente avrebbe dovuto tenere un importante discorso in tv sulle riforme relative al “grande dibattito” annunciato in seguito alle proteste dei gilet gialli. Discorso rinviato a causa dell’incendio della cattedrale. 

Charlie Hebdo e gli insulti all’Italia

Molti italiani sui social nella serata di ieri avevano scritto “e adesso vediamo se Charlie Hebdo ha il coraggio di ironizzare su Notre Dame”. La rivista satirica non si è smentita e si è prodotta nel consueto discutibile humor. Numerose sono state le vignette offensive riservate da Charlie Hebdo all’Italia. Dai morti del terremoto di Amatrice rappresentati come lasagne, all’ironia sulla tragedia dell’hotel Rigopiano, fino al più recente oltraggio ai morti del crollo del ponte Morandi.

Una presunta “satira” che diventa crudeltà gratuita, che nel corso degli anni ha fatto pentire molti nostri connazionali che troppo precipitosamente dopo l’attentato del 7 gennaio 2015 si sentirono tutti quanti “Charlie”.

Davide Di Stefano

1 commento

  1. Trovo che Charlie Hebdo sia quanto di più squallido, lercio, infame, lurido e disgustoso l'”occidente” abbia prodotto dopo il ’68. Un’accozzaglia di nullità che l’umorismo non sanno manco dove stia di casa, capaci solo di speculare sulle disgrazie altrui.
    Vergognoso e osceno. Una vera merda di fogliaccio. Spero possa fallire e sparire per sempre.

Commenta