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Roma, 22 lug – Chicago non è una polveriera, è una città già esplosa dove regnano caos e criminalità. Non è una novità, ma quanto sta accadendo da qualche settimana a questa parte ci parla di un novero impressionante di violenze e sparatorie. L’ultima di queste, piuttosto clamorosa, si è verificata ieri: 14 persone ferite in un conflitto a fuoco durante un funerale alla periferia della città dell’Illinois. La dinamica dell’episodio la dice lunga sull’incapacità delle forze dell’ordine di garantire la sicurezza urbana: un’auto nera è arrivata a tutta velocità sul posto in cui si stava svolgendo la cerimonia funebre, si è soffermata e dal veicolo qualcuno ha iniziato a sparare all’impazzata. Poi l’auto ha girato l’angolo, è stata abbandonata e i passeggeri sono fuggiti in diverse direzioni. Secondo la polizia, che ha fermato un sospettato, sono stati sparati in totale circa 60 colpi di arma da fuoco. Sembra quasi un miracolo che non sia morto nessuno, ma si tratta purtroppo soltanto dell’ultima vicenda che si inserisce in una scia di sangue impressionante.

In venti giorni 336 persone uccise

Dal 2 luglio scorso, infatti, a Chicago sono state uccise 336 persone. Omicidi e crimini continui che hanno indotto Donald Trump a ventilare l’ipotesi di schierare agenti federali per ripristinare la legge. Oggi a riguardo si attende un annuncio dello stesso presidente degli Stati Uniti e secondo Politico già in settimana potrebbero essere inviati 150 agenti. Il tycoon intanto ha citato, durante una conferenza stampa alla Casa Bianca, il boom di violenze verificatosi soprattutto a Chicago e a New York. Mentre la portavoce della Casa Bianca, Kayleigh McEnany, ha dichiarato a Fox News che il dipartimento di Giustizia e il dipartimento di Sicurezza nazionale stanno predisponendo specifici piani d’azione per il dispiegamento delle forze federali. Sempre McEnany pochi giorni fa ha accusato direttamente il sindaco democratico di Chicago, l’afroamericana Lori Lightfoot, di assecondare le violenze che stanno costando la vita a centinaia di persone.

Un omicidio ogni 12 ore

Il dato di fatto è che Chicago è una città da tempo fuori controllo e fuori dalla legge. Ha il tasso di criminalità più alto di tutti gli Stati Uniti da anni e già nel 2017 si calcolò che ogni due ore una persona veniva colpita da un’arma da fuoco. Mentre ogni dodici qualcuno rimaneva ucciso. In pratica ci sono più morti per arma da fuoco nella città dell’Illinos che in zone di guerra. Non è un’esagerazione tanto per sottolineare la gravità della situazione, perché numeri alla mano tra il 2001 e il 2019 a Chicago le vittime di omicidio sono state 9.488. Per l’esattezza 2.500 in più rispetto ai soldati Usa caduti in Afghanistan e in Iraq. Negli ultimi mesi lo stato delle cose è ulteriormente peggiorato. Il coronavirus, che ha colpito duramente anche questa città Usa e in particolare i quartieri afroamericani, sembra quasi una quisquilia. E i tempi di Al Capone una barzelletta.

Eugenio Palazzini

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