colonia839-1106x568_cRoma, 16 feb – Per un attimo i custodi del politicamente corretto ci avevano sperato: il Welt e l’Indipendent avevano rilanciato la notizia che sì, tra gli arrestati per i fatti di Colonia la stragrande maggioranza sono immigrati, ma solo tre sarebbero i rifugiati. Meno male, l’onore dei richiedenti asilo era salvo, l’operazione “apriamo le porte a chiunque, ci farà solo bene” poteva continuare e chi diceva il contrario era solo un razzista cattivo. A parte che, in un’ottica generale, il fatto che la criminalità immigrata venga o meno da chi ha lo statuto di profugo è poco più che un dettaglio burocratico, ma soprattutto occorre dire che… non è vero. Il procuratore di Colonia Ulrich Bremer, infatti, ha smentito le indiscrezioni imprecise uscite sulla stampa internazionale.

Il dato di soli tre profughi arrestati, ha spiegato, è “senza senso” e il numero esatto di richiedenti asilo tra gli accusati non sarebbe quantificabile. Il procuratore ha detto che le persone accusate sono 73 – di cui 30 marocchini, 27 algerini, 4 iracheni, 3 tedeschi, 3 siriani, tre tunisini, e 3 rispettivamente provenienti da Libia, Iran e Montenegro. Quindi abbiamo 70 stranieri su 73 accusati. Gli arresti, invece, al momento sono 13. Ma c’è di più, perché il numero dei profughi sarà pure “non quantificabile”, ma Bremer, parlando all’Associated Press, si è lasciato sfuggire che i “migranti entrati illegalmente e richiedenti asilo” sarebbero “la maggioranza dei sospetti”.


I buonisti devono rimettere in frigo lo champagne, quindi: i richiedenti asilo, i poveri migranti che “fuggono dalle guerre”, non sono affatto assolti dalla brutta vicenda di Colonia. Anzi, ci sono dentro con tutte le scarpe. Il magistrato ha anche fornito dettagli sul numero e la natura delle denunce presentate dalle donne dopo la notte di San Silvestro. Il totale è di 1.054, delle quali 454 per molestie o aggressioni di tipo sessuale e 600 per furti. Altro particolare riguarda la tempistica: la maggior parte delle denunce sono state presentate dopo il 3 gennaio, cioè quando ciò che è successo a Colonia ha iniziato ad avere risonanza mediatica.

Roberto Derta

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