Roma, 25 gen — Coppa d’Africa tinta di sangue: è di almeno otto morti — tra cui un bambino di 6 anni e un ragazzo di 14 — e 38 feriti il bilancio provvisorio della tragedia accaduta ieri allo stadio Olembe della capitale del Camerun, Yaoundé, per la partita degli ottavi di finale tra i padroni di casa del Camerun e le Comore. Il governatore Naseri Paul Bea ha reso noto che le vittime potrebbero essere anche di più rispetto alle stime attuali. Dei 38 feriti, 7 sarebbero in gravissime condizioni. Tra di essi un bambino di pochi mesi, calpestato dalla folla mentre venivano controllati i pass sanitari. Il neonato, «immediatamente portato all’ospedale generale di Yaoundé, è in condizioni clinicamente stabili».

Coppa d’Africa in Camerun, tragedia della ressa allo stadio

Le vittime sarebbero rimaste uccise nel corso di una fuga precipitosa verso i cancelli d’ingresso della struttura. Secondo i testimoni presenti sul luogo della strage la ressa si sarebbe formata all’esterno, quando gli steward hanno chiuso le entrate dell’arena e moltissimi — in migliaia — tifosi rimasti fuori hanno tentato di guadagnare l’ingresso per godersi la partita. Si stima che in più di 50mila cittadini del Camerun volessero assistere alla partita, contro il limite di 48mila spettatori ammessi a causa delle restrizioni anti-Covid. Le vittime sono state «immediatamente trasportate in ambulanza, ma il traffico stradale pesante ha rallentato le operazioni di soccorso», ha fatto sapere il ministero.

La Federazione di calcio continentale Caf ha diffuso una dichiarazione in cui rende noto di essere «a conoscenza dell’incidente» e di «indagare sulla situazione e cercare di ottenere maggiori dettagli su ciò che è accaduto. Siamo in costante comunicazione con il governo del Camerun e il Comitato organizzatore locale», ha concluso, specificando che il suo segretario generale Veron Mosengo-Omba avrebbe fatto visita ai feriti in ospedale.

Cristina Gauri

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