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Pyongyang, 31 mag – Secondo una fonte di Seul, Kim Jong- un non avrebbe preso bene il fallimento dei negoziati con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e avrebbe attribuito questa mancanza al suo staff diplomatico che aveva partecipato con lui al secondo summit di fine febbraio tenutosi ad Hanoi.

Lavori forzati o condanna a morte

Kim Hyok-chol, il capo negoziatore è stato giustiziato a marzo. Kim Yong-chol sta trascorrendo un soggiorno in un campo di rieducazione. Yong-chol è l’ex braccio destro del leader Kim Jong e già da settimane non si vedeva in pubblico. Kim Yong-chol  figura gemella del segretario di Stato Mike Pompeo, che ha incontrato anche a Washington alla Casa Bianca, è stato punito coi lavori forzati; Kim Song-hye del Dipartimento del Fronte Unito è anche lei finita in un campo di prigionia.

Punita anche la sorella di Kim

Il Chosun Ilbo, uno dei maggiori quotidiani della Corea del Sud, scrive che l’operazione è stata fortemente voluta dal Kim Jong-un: in tale processo non avrebbe risparmiato neanche  la sorella minore Kim Yo-jong, presente ad ogni funzione pubblica, alla quale sarebbe stato caldamente consigliato di “tenere un basso profilo”: la sorella non risultava, infatti, nella delegazione che a Vladivostok ha partecipato al summit tra Kim e il presidente russo Vladimir Putin.

La traduttrice: “Macchiato autorità”

Ben altri cinque funzionari del ministero degli Esteri della Corea del Nord sono stati giustiziati all’aeroporto Mirim a Pyongyang: erano immediatamente stati accusati di spionaggio a favore degli Stati Uniti. Shin Hye-yong, l’interprete di Kim Jong-un, accusata di aver “macchiato l’autorità” del supremo leader per un errore  di traduzione ad Hanoi, sarebbe anche lei in un campo di “rieducazione”.

Ma attenzione alle bufale

Tuttavia, la storia insegna che nelle notizie sulla brutale repressione degli oppositori politici o dei funzionari incompetenti da parte di Kim Jong-un si sia ampiamente ricamato se non costruito un vero impianto di bufale: ad esempio, quella sulla punizione nientemeno che  a mezzo di un missile terra-aria nei confronti di un collaboratore che si era addormentato durante una parata militare oppure quella sullo zio di Kim fatto sbranare da decine di cani per essersi opposto ad una sua decisione, sono poi state smentite da numerose agenzie di stampa sudcoreane, di certo non “allineate” al pensiero del supremo leader.

Ilaria Paoletti

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