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Roma, 31 mag – Oggi l’Italia risponderà alla lettera della Commissione Ue sul debito pubblico. A quanto pare, il nostro Paese eviterà la procedura di infrazione perché l’economia, dopo la brusca frenata di fine anno, ora è in ripresa, l’azione del governo la sta accompagnando e il deficit potrà fermarsi anche sotto il 2,4% senza bisogno di una nuova manovra. Ad assicurarlo è il ministro dell’Economia Giovanni Tria, il quale si dice “tranquillo” rispetto alla trattativa in corso con Bruxelles e assicura che tutti nel governo verdegiallo, anche la Lega, sono “d’accordo” nel rispettare le regole europee.

Tria: “Le cose stanno andando per il verso giusto”

Senza entrare nei dettagli della risposta al richiamo sul debito, che il Tesoro invierà entro oggi alla Commissione, Tria delinea i “fattori rilevanti” che portano a una visione “divergente” con Bruxelles, sicuro che le spiegazioni saranno sufficienti a sventare correzioni in corso d’anno: le cose “stanno andando per il verso giusto, quindi non ce ne sarà bisogno” dice il titolare del Mef, spiegando che anche nell’incontro con il vicepremier Matteo Salvini si sono affrontati i problemi dell’economia e le strategie per il rilancio della crescita anche alla luce “delle ultime proiezioni”.

Salvini: “A Bruxelles risponderemo con numeri positivi”

Il leader della Lega si è presentato al ministero dell’Economia con tutto lo stato maggiore economico del suo partito – Claudio Borghi e Alberto Bagnai, oltre al sottosegretario Giancarlo Giorgetti e il viceministro Massimo Garavaglia. Ebbene, anche in ragione della vittoria incassata alle Europee, Salvini come è noto opera un pressing costante sul Tesoro per andare avanti con la riforma fiscale che passa da una pace fiscale prorogata e rafforzata, aperta anche alle imprese, alla Flat tax che vuole portare, come disegno di legge, già al prossimo Consiglio dei ministri. “Abbiamo discusso dell’atteggiamento da tenere nei confronti dell’Europa, della necessità di sbloccare i cantieri e le grandi opere, in generale del rilancio economico del Paese”, fa sapere Salvini subito dopo l’incontro, durato più di un’ora. A Bruxelles si risponderà “educatamente” – assicura – e “con numeri positivi che metteranno il Paese al riparo da ulteriori lettere o infrazioni”.

Il leader leghista: “Lo Stato sta incassando più del previsto e spendendo di meno”

Il leader leghista sottolinea poi che “lo Stato sta incassando più del previsto e sta spendendo di meno”. Il punto di vista di Salvini è chiaro: “Noi siamo convinti che i cosiddetti mercati e i signori dello spread abbiano solo da guadagnare” dai progetti di riduzione delle tasse che il governo vuole portare avanti e “da un’Italia che cresce non dello zero virgola”. Non soffocare con interventi restrittivi la ripresa è uno dei concetti chiave che Tria scriverà anche nella lettera a Bruxelles: il motivo principale che non ha consentito all’Italia di centrare gli obiettivi sul debito, è tornato a ripetere il vicepremier, sta nel rallentamento che ha colpito tutta Europa, a cui va aggiunto il divario tra la crescita potenziale e quella reale.

“Raggiungeremo gli obiettivi concordati”

Ma “per il 2019 siamo abbastanza tranquilli di raggiungere” se non migliorare “gli obiettivi concordati” con Bruxelles, assicura Salvini. Senza dimenticare che non è certo questo momento di frenata globale quello per “accelerare sul calo del debito” perché i mercati, per guardare con “fiducia” al Paese, “devono anche vedere prospettive di crescita”. Staremo a vedere, fermo restando che il governo Lega-M5S dovrà trovare i soldi per coprire i 23 miliardi di clausole di salvaguardia (e scongiurare l’aumento dell’Iva) e a finanziare il taglio delle tasse.

Adolfo Spezzaferro

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