Roa, 11 apr – La Corte europea per i diritti dell’uomo affronta il tema del riconoscimento del figlio nato dalla gestazione di un’altra donna (maternità surrogata o utero in affitto) da parte della madre non biologica (detta anche “madre intenzionale”). I giudici di Strasburgo si sono pronunciati all’unanimità favore del riconoscimento legale di detto legame. Il Giornale riferisce che Secondo la Corte, nel certificato di nascita del Paese dove ha avuto luogo la gestazione, dovrebbe esserci il nome della “madre legale”. Una sentenza non vincolante nei Paesi Ue, ma che fotografa la posizione della Corte in materia: a favore quindi dello sdoganamento (legale ed etico) di pratiche discutibili come la maternità surrogata.

Il caso

La Corte si è espressa, nello specifico, valutando il caso di una coppia di coniugi francesi, che hanno fatto richiesta al proprio Paese di essere riconosciuti entrambi come i genitori di due bambini nati dall’utero di una donna “affittata” negli Stati Uniti. Il padre è il genitore biologico ed è stato registrato regolarmente nel certificato di nascita. La madre, non avendo alcun legame biologico con i bambini, non figura in alcun documento. La Cassazione francese che esamina il caso si è rivolta a Strasburgo per sciogliere il nodo legale: “Il mancato riconoscimento della madre non biologica viola la convenzione europea dei diritti umani?”.

Il parere della Corte

Per la Corte dei Diritti Umani è un “sì” deciso, anche se lo Stato non ha l’obbligo di iscrivere la madre non biologica nell’atto di nascita. Ci sono però altre soluzioni: l’adozione, per esempio. Resta il fatto che secondo i togati, il riconoscimento del legame si rende necessario “per la tutela e il benessere del minore”. Al fine di garantire le tutele essenziali al bambino, chi è responsabile della sua crescita deve essere identificato. Sempre secondo Strasburgo, se il legame tra madre non biologica e figlio non viene garantito, la tutela del bambino viene messa a rischio. I progressisti di tutta Europa applaudono.

Cristina Gauri

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