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Londra, 22 Mar. Ore 14.45 locale, le 15.45 in Italia: attentato a Londra. Un suv si scaglia sulla folla dopo il ponte di Westminster e poi si schianta lungo la cancellata del parlamento britannico. L’uomo alla guida scende, in mano ha due coltelli, e tenta di entrare a Westminster. La polizia lo uccide. Un poliziotto rimane accoltellato e muore poco dopo in ospedale. In totale i morti dell’attentato sono 4, se includiamo l’attentatore. Decine i feriti, almeno 20, tra cui un’italiana. Scotland Yard ha parlato di terrorismo. La seduta del Parlamento, a cui stava partecipando la premier Theresa May, è stata sospesa e l’edificio isolato. May è stata portata al sicuro e parlerà pubblicamente solo alle 22, confermando la tesi di Scotland Yard e il fatto che l’attentatore abbia agito da solo, senza complici. Nel suo discorso Theresa May ha dichiarato che da domani Londra tornerà alla normalità, invitando i londinesi ad alzarsi domani mattina e ad affrontare la loro giornata come sempre.



I testimoni, nel tentativo di identificare l’attentatore, hanno parlato di un uomo “dai tratti asiatici, un quarantenne”. In serata si era diffusa la voce che l’attentatore fosse stato identificato in Trevor Brooks, che da convertito si chiama Abu Izzadine. È un imam considerato un “predicatore di odio”, più volte arrestato per incitamento e finanziamento del terrorismo. Il suo avvocato, però, ha smentito dicendo che il suo assistito è in carcere.

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Al momento non è ancora arrivata alcune rivendicazione del gesto.

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