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Roma, 19 ago – L’Islanda è l’unica nazione al mondo che produce tutta l’energia elettrica che usa sfruttando il geotermico. Vista l’esperienza accumulata negli anni, Reykjavik ha da tempo avviato progetti per far sbarcare questa fonte di energia anche in Africa.

Negli ultimi dieci anni l’Islanda ha collaborato con lo United Nation Environment Program (Unep), programma delle Nazioni Unite che finanzia progetti ecosostenibili, finanziando progetti per sfruttare fonti geotermiche e offerto corsi di formazione per formare ingegneri specializzati nel settore.

Un gigantesco potenziale geotermico

A spingere le autorità islandesi a operare in Africa è stata l’esistenza di una faglia – che dalla Siria si estende fino al Mozambico – nella quale esistono molte fonti geotermiche che, se sfruttate, potrebbero fornire fino a 20 gigawatt di energia, una quantità notevole che aiuterebbe molte nazioni africane a garantire l’accesso all’energia elettrica a tutta la popolazione con importanti benefici economici.
Per meglio aiutare questi paesi africani l’Islanda finanzia l’African rift geothermal development facility project, un progetto sempre dell’Unep che si pone come obiettivo quello di incentivare gli investimenti in progetti geotermici in Eritrea, Etiopia, Ruanda, Kenya, Tanzania e Uganda, aiutandoli a guadagnare conoscenza nell’utilizzo di questa fonte di energia.

Asse Africa-Islanda

Se gli investimenti sono importanti, altrettanto lo è avere personale qualificato. Per tale motivo l’Islanda ospita il Geothermal training program, un’università aperta nel 1978 per formare esperti nel campo dell’energia geotermica, nella quale si sono diplomati 1300 tecnici da più di 100 nazioni diverse: di questi, il 39% proviene da 17 Paesi africani.
Inoltre sempre l’Islanda assieme all’Unep sta costruendo in Kenya l’African geothermal centre of excellence al fine di formare giovani africani interessati a diventare ingegneri, esperti in geotermica, tecnici e finanzieri interessati a sviluppare le fonti geotermiche in Africa. La scelta del Kenya non è causale visto che questo Paese ha iniziato a usare l’energia geotermica fin dagli anni 70.
Giuseppe De Santis

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