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Deir EzZor, 3 nov – L’Isis ha definitivamente perso Deir EzZor, la sua ultima grande roccaforte. L’esercito di Damasco ha annunciato ufficialmente la liberazione della città, dopo anni di assedio da parte dei miliziani jihadisti. Era dal 2014, infatti, che Deir EzZor era sotto il controllo dell’Isis. Nella notte l’esercito governativo, fedele al presidente Bashar al Assad ha cacciato i miliziani asserragliati nell’ultimo quadrante, quello che si affaccia sull’Eufrate.

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Una fonte militare riportata dall’agenzia di stato siriana Sana, ha riferito: “Le unità dell’esercito arabo siriano, in collaborazione con le forze alleate e i sostenitori, hanno compiuto la missione di liberare completamente la città di Deir EzZor dall’organizzazione terroristica Isis”, aggiungendo che un gran numero di terroristi, compresi alcuni leader dell’Isis, sono stati uccisi, le loro armi e attrezzature distrutte, e i depositi di munizioni in città sequestrati. Ormai l’Isis in Siria è praticamente scomparso, rimane solo qualche piccola sacca nella Middle Euphrates Valley (MERV) e alla zona a sud, verso il confine con l’Iraq.

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La liberazione definitiva di Deir EzZor è avvenuta dopo che negli ultimi giorni l’artiglieria siriana ha colpito incessantemente i terroristi, non dando loro nessun tipo di possibilità di reazione contro le truppe a terra. Ma la battaglia e la relativa liberazione della città, erano state l’ultima grande impresa del compianto generale Issam Zahreddine, detto il Leonida di Deir EzZor, che qui è rimasto ucciso lo scorso 18 ottobre. Quando Zahreddine arrivò in città, vista la situazione drammatica che gli si parò davanti, promise che quella sarebbe stata la tomba dell’Isis. Così è stato.

Deir EzZor per lo Stato Islamico era un punto strategico, poiché la città è posizionata poco distante dal confine con l’Iraq e perché è ricca di petrolio, che interessa anche ai curdi. A inizio settembre le unità governative appoggiate dall’aviazione di Mosca, avevano spezzato l’assedio organizzato per tre anni dai guerriglieri dello Stato islamico contro la guarnigione di 5.000 truppe governative e una parte della popolazione che erano riusciti, strenuamente e incredibilmente, a resistere nel silenzio dei mass media internazionale. Da allora è stato dato il via alla durissima battaglia finale, culminata nella notte con la definitiva cacciata dei jihadisti.

Anna Pedri

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