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Donne Arabia SauditaRoma, 24 apr – L‘Arabia Saudita è stata eletta nella Commissione per i diritti delle donne delle Nazioni Unite, provocando oltraggi da gruppi di diritti umani. Il regno wahabita, in cui le donne non possono neanche guidare la macchina, è ora uno dei 45 Paesi che siedono nella Commissione delle Nazioni Unite che si occupa di “promuovere i diritti delle donne, documentare la realtà delle vite femminili in tutto il mondo e modellare le norme globali sulla parità di genere e l’empowerment (presa di coscienza dei propri diritti, ndr) delle donne”.

La nomina dell’Arabia Saudita è stata accolta con calore da Helen Clark, ex amministratore del programma di sviluppo delle Nazioni Unite e primo ministro della Nuova Zelanda. Su Twitter, alla domanda sull’elezione dei Sauditi alla commissione, la Clark ha risposto: “È importante sostenere quei Paesi che lavorano per il cambiamento per le donne. Le cose stanno cambiando, seppur lentamente.” Non si sa di preciso cosa intenda il primo ministro neozelandese per “cose che stanno cambiando” a favore delle donne. Visto che la condizione femminile nel regno wahabita è probabilmente una delle peggiori, se non la peggiore in assoluto, al mondo. In pratica adesso la Nazione che più di ogni altra discrimina le donne adesso viene incaricata dall’Onu di tutelarle.

Tanto per citare un esempio recente, a marzo l’Arabia Saudita ha lanciato il “consiglio dei giovani”, con tanto di foto pubblicitarie che mostrano 13 uomini sul palco e nessuna donna. Gli organizzatori (il governo di Riyad) hanno specificato che le donne erano coinvolte nell’evento di lancio, ma che erano obbligate a sedersi in una stanza separata. Separazione e discriminazione, ovvero quello che avviene da sempre in questo paradiso dei diritti umani.

Eugenio Palazzini

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