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Dilma Rousseff accusa i ‘golpisti’ e il Fmi: “Fu un colpo di Stato”

by Guido Bruno
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unisalento dilma roussefLecce, 29 gen – Si è svolto venerdì presso l’Università del Salento il seminario internazionale “La solitudine della democrazia”, ospite d’onore l’ex presidente del Brasile, Dilma Rousseff, destituita nell’agosto scorso dopo il procedimento di impeachment che l’accusava di aver manipolato i conti pubblici illegalmente. Nel suo viaggio in Europa l’ex presidente brasiliano farà tappa anche in Spagna e Francia, accompagnata dall’ex ministro della giustizia, José Eduardo Cardoso. Nel suo discorso Rousseff parla della procedura di impeachment come un colpo di stato e accusa chi ha contribuito a destituirla “perchè bisognava fermare l’emorragia”, citando così una frase di un senatore accusato di corruzione nell’inchiesta Lava Jato, la Mani Pulite brasiliana. L’ex presidente, parlando dei guai giudiziari degli ex-alleati, dimentica però di citare il caso Petrobras, la grande azienda petrolifera pubblica brasiliana al centro dello scandalo per appalti truccati, deviazioni illecite di fondi pubblici e scambi di tangenti in cui sono stati coinvolti anche alcuni membri del suo partito (Partido dos Trabalhadores).

L’ex presidente brasiliano continua il suo discorso difendendo l’operato del suo governo e quello del suo predecessore Lula da Silva, anche lui coinvolto nei recenti scandali, rivendicando le conquiste sociali raggiunte per le fasce più povere della popolazione, il mantenimento nella sfera pubblica di tutto il comparto bancario brasiliano, la scoperta di nuove risorse energetiche nei fondali marittimi brasiliani e la politica estera multilaterale in netto contrasto con i passati governi. Bisogna però ricordare che il suo secondo mandato è stato caratterizzato anche da numerose proteste e manifestazioni popolari a causa della crisi economica, della corruzione dilagante e della mala gestione degli eventi sportivi internazionali, il Mondiale di calcio e le Olimpiadi.

Nel prosieguo del suo discorso Dilma Roussef si focalizza poi su gli esecutori e i mandanti del colpo di stato. Le accuse vengono rivolte al partito “che ha complottato per il colpo di stato” il Partido do Movimento Democratico Brasileiro (Pmdb), che prima dell’impeachment faceva parte della coalizione di governo. Secondo la Rousseff il colpo di stato è stato eseguito per “creare limiti nei quali il Brasile deve restringersi dal punto di vista economico e geopolitico. Perchè il Brasile al contrario del processo in corso negli altri paesi in America Latina, non è passato da un radicale processo di adozione del neoliberismo” cosa che a suo dire sta avvenendo ora con il suo ex vice e ad oggi presidente, Michel Temer. Su questa premessa parte poi l’attacco nei confronti del Fondo Monetario Internazionale “Quando siamo saliti al governo noi avevamo debiti per 16 miliardi e in cassa ne avevamo solo 14. Oggi a meno che loro (il nuovo governo) non abbiano aperto le casseforti ne abbiamo 380 miliardi di dollari. Con questo tesoretto il FMI non aveva gli strumenti per imporre una politica di austerità come quella fatta in Grecia. Perchè loro ci devono soldi e perchè noi abbiamo prestato i soldi al FMI, per questo era necessario l’impeachment”.

In vista delle elezioni presidenziali del 2018 l’ex presidente Rousseff ricorda che il candidato del Pt sarà il suo predecessore Lula da Silva. Nonostante lei non sia stata dichiarata ineleggibile, questa scelta con il ritorno al passato del Pt sa di bocciatura. Parafrasando il titolo del convegno più che la solitudine della democrazia sembra sia andata in scena la solitudine della Rousseff.

Guido Bruno

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Giovanni Mangraviti 29 Gennaio 2017 - 10:37

Era proprio lei la presidente della Petrobrás all’epoca della tangente oggetto della “Lava-Jato”, inoltre il più grande caso di corruzione del mondo occidentale! Lei, burattina principale del burattinaio Lula, già indagato per tangenti pagate proprio dalla principale azienda coinvolta nello scandalo, Norberto Odebrecht, e firmatario del decreto che vietò l’estradizione di Cesare Battisti.

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