Roma, 2 feb – “Li accogliamo, è il minimo, d’altronde presto potrebbe toccare a noi subire l’invasione russa”. Sono voci che si rincorrono in Moldavia, dove 60mila profughi ucraini sono già stati accolti. Già Repubblica sovietica, questa piccola nazione senza sbocco al mare teme di essere il prossimo obiettivo di Mosca. Incastonata tra la Romania e l’Ucraina, costituita da un territorio di appena 33mila chilometri quadrati in cui vivono meno di 3 milioni di abitanti, la Moldavia (o Moldova) sa di essere una preda facile.

Transinistria, un “tranquillo” Donbass

Non fa parte dell’Unione europea, non è membro della Nato e la Russia la giudica naturalmente parte integrante del suo “estero vicino”. Nella capitale Chisinau adesso c’è il forte timore che la guerra nella vicina Ucraina possa presto innescarsi soprattutto in Transnistria, regione a est del fiume Dnestr, internazionalmente riconosciuta come appartenente alla Moldavia ma come noto indipendente de facto dal 1990. Una magrissima striscia di terra costellata di simboli sovietici, dove il tempo sembra essersi fermato e il comunismo non è ancora un vecchio ricordo. Nel 2014, quando Putin si prese la Crimea e iniziò la guerra nel Donbass, la Transnistria chiese di aderire alla Russia.

Da allora nulla è cambiato, calma piatta, ma se osservate bene la mappa la Transnistria sembra un piccolissimo pianeta speculare al Donbass. La prima è esattamente a nord-ovest del Mar Nero, il secondo a nord-est. E come una piattaforma strategica naturale, pressoché equidistante, al centro delle acque tiepide c’è la Crimea. Possibile dunque che il prossimo obiettivo del Cremlino sia questo staterello invisibile, balzato agli onori della cronaca italiana quando Lilin tirò fuori Educazione siberiana? Difficile dirlo adesso con certezza, ma qualche similitudine con la recente storia dell’Ucraina c’è.

Da tempo la Moldavia vorrebbe aderire all’Unione europea, soprattutto da quando Maia Sandu vinse le elezioni due anni fa, battendo con il 57,7% dei voti il rivale filorusso Igor Dodon. Secondo la Sandue, Mosca da tempo sta occupando militarmente la Transnistria. Un’accusa molto simile a quella rivolta dal governo di Kiev relativamente al Donbass.

Moldavia, la mappa mostrata da Lukashenko

Ma non è tutto, perché un altro dettaglio è spuntato fuori da una mappa mostrata martedì scorso dal presidente bielorusso Alexander Lukashenko.
Durante una riunione del consiglio di sicurezza bielorusso, mandata in onda dalla tv pubblica e inserita sui canali ufficiali del governo di Minsk, Lukashenko sembrava proprio mostrare un attacco pianificato dall’Ucraina meridionale alla Moldavia. Nella cartina geografica viene difatti evidenziato un possibile blitz dal porto di Odessa, dove sbarcherebbero le truppe russe che poi potrebbero dirigersi verso la Moldavia. E’ senz’altro possibile che il leader bielorusso stesse semplicemente segnalando i fronti aperti e quelli apribili in Ucraina, intanto però a Chisinau il ministro degli Esteri Nicu Popescu ha precisato che la sua nazione si trova “in una zona molto rischiosa”. Elementare, Watson.

Eugenio Palazzini

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5 Commenti

  1. Non ho capito bene se l’autore sia entusiasta della invasione russa dell’Ucraina, e addirittura dell’espansione possibile a Moldavia, e ad altri stati ex sovietici, oppure no. Con il terrore del ricatto nucleare, la Russia potrebbe prendersi anche tutta l’Europa, ad esempio cominciando dall’ex Jugoslavia, fino alle porte di Trieste.

  2. In Transnistria il tempo non si è fermato, dietro il colosso Sheriff si produce, tra l’ altro, abbigliamento, caviale, vino sino ad una squadra che le ha pure suonate al Real Madrid. E’ il “rifugio” dei russofoni che hanno compreso subito (!) l’ andazzo social-culturale con l’ avvento della Indipendenza Md. Protetto da truppe di pace russe interposte alle frontiere.
    La Moldavia buona parte dei possibili immigrati li ha già dati e potrebbe essere una svizzera locale se non fosse per i troppi yesman pagati, quindi pilotati da Bruxelles e Usa. Resta l’ amaro per una certa ottusa discriminazione avvenuta verso i russofoni, ma non certo dal popolo (moldavi, russi, ucraini, turchi), quasi perfetto bilingue se non trilingue. Ci sono satrapelli anche qui, ma non certo a livelli di Kolomoski e soci. Come dice Putin, neo-nazisti drogati non ce ne sono. Solo speculatori da quattro seppur pesanti soldi.
    Sostanzialmente se dal fiume Dniepr passano oltre fino al Dniestr, con Odessa in presa, allora si appoggeranno senz’ altro alla Transnistria. Se entrano nella Moldavia vera, oltre il “Nistru” dove un po’ stranamente sono presenti tutte le organizzazioni internazionali, vorrà dire che vogliono sfondare verso il mondo intero… che continua a non capire e a non sapersi comportare come di dovere. Almeno sino ad oggi.

  3. Che schifo, una volta si cantava Russia libera oggi invece prevale il tifo per le protuberanze di pcus e kgb

  4. x Luca: osserva la bandiera russa e chiediti cosa c’ entra con il pcus e kgb. Stammi bene, non “ognibene”!

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