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dupont-aignan ballottaggioParigi, 29 apr – La strada verso l’Eliseo è ancora in salita? Sicuramente sì. Ma il dislivello, per Marine Le Pen, si sta abbassando notevolmente. Il “fronte repubblicano”, il cordone sanitario antifascista che prevede di non collaborare mai con il Front National, non sembra più tanto forte come un tempo. Prima c’è stato il gran rifiuto del comunista Mélenchon, che non ha voluto indicare Macron come “male minore”, evitando di dare indicazioni di voto. Ora arriva il clamoroso endorsement di Nicolas Dupont-Aignan, il sesto classificato (su undici candidati) nel primo turno delle presidenziali.

Storico esponente della destra moderata e gollista, Dupont-Aignan ha lasciato l’allora Ump nel 2007 per disaccordi con Nicolas Sarkozy e ha fondato il movimento Debout la République, cambiando poi nome in Debout la France. L’annuncio del sostegno alla Le Pen è arrivato ieri sera su France 2. “Farò campagna elettorale con Marine Le Pen. Abbiamo trovato un accordo di governo”, ha detto. Poco prima si era incontrato con la candidata frontista. Di Macron, invece, ha detto che si tratta di “un Hollande alla decima, fabbricato da interessi finanziari e d interessi mediatici”.

Due suoi stretti collaboratori, Dominique Jamet e Eric Anceau, hanno annunciato le dimissioni in seguito alla decisione di sostenere la Le Pen. Al primo turno, Dupont-Aignan ha preso 1.695.000 voti, pari al 4,7 % dei suffragi. Non è poco. Ma, al di là dei conti strettamente numerici che lasciano un po’ il tempo che trovano (non sappiamo, infatti, quanto un candidato sia effettivamente in grado di spostare i suoi voti al secondo turno), la notizia fa scalpore perché si tratta della seconda, profonda crepa nel fronte antifascista. Non solo: in elezioni con grande coinvolgimento emotivo come queste, dare la sensazione di non essere isolati e disperati è importante, anche a prescindere dai voti che riuscirà a spostare il leader di Debout la France. Il punto saliente è diffondere la percezione che Marine ce la possa fare. Che poi è il modo migliore per far sì che ce la possa fare davvero.

Adriano Scianca

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