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StonehengeLondra, 16 gen – Per facilitare l’accesso al sito archeologico di Stonehenge, il governo britannico starebbe pensando di costruire un’infrastruttura che potrebbe… distruggere Stonehenge. È un paradosso che sta facendo molto discutere, al di là della Manica. L’esecutivo di Londra avrebbe infatti in programma di investire 2,4 miliardi nella costruzione di un tunnel sotterraneo lungo 2,9 km che passi sotto al sito megalitico risalente a 4000 anni anni fa, che rimpiazzerebbe l’autostrada A303, che attualmente porta ogni anno 1,3 milioni di turisti nel antico santuario astronomico. Il piano ha l’ok dell’English Heritage e dell’Unesco, ma molti archeologi sono in disaccordo.

Lo storico Tom Holland ha tuonato: “Studi recenti hanno dimostrato che Stonehenge è la culla d’Inghilterra. Le sue origini risalgono alla formazione dell’isola, dopo l’era glaciale. Non posso credere che il governo britannico sia pronto a distruggere un sito plurimillenario per costruire un tunnel che durerà al massimo un centinaio d’anni. Sono le nostre origini quelle che rischiano di scomparire”. Lo storico ha attirato l’attenzione sul fatto che il sottosuolo di Stonehenge è ricco di reperti del Neolitico e che il sito non si riduce alle pietre poste in circolo giustamente famose in tutto il mondo. Nel settembre 2015, circa 90 megaliti sepolti sono stati rintracciati nel sottosuolo del sito. Andy Rhind, direttore della camera di commercio locale, parla di “tunnel distruttore”, una vera e propria “bomba a orologeria”. Il governo, tuttavia, sembra intenzionato ad andare avanti. L’inizio dei lavori è previsto per il 2020.

Giorgio Nigra

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