Monaco, 15 ott – I risultati erano praticamente già annunciati: la Csu, per la seconda volta nel dopoguerra, ha perso la maggioranza assoluta al Parlamento bavarese, mentre la Spd continua a sprofondare nella crisi più nera della sua storia. In pratica, ciò che hanno sancito (o meglio confermato) le elezioni bavaresi è che la «grande coalizione» è arrivata al capolinea. Se si votasse domani per le Politiche, i tre partiti di governo, infatti, non raggiungerebbero la maggioranza. E la Germania si ritroverebbe nel caos.

A questo punto, la Csu sta cercando un capro espiatorio a cui attribuire la batosta elettorale. A cadere sarà probabilmente la testa di Horst Seehofer, il segretario del partito nonché discusso ministro dell’Interno del governo. Nella speranza di recuperare i voti persi nei confronti dei sovranisti dell’Afd, Seehofer ha infatti inasprito i toni sugli immigrati, arrivando addirittura allo scontro aperto con la Merkel e minacciando di far cadere l’esecutivo. Ora cercheranno di affermare che, così facendo, Seehofer avrebbe spaventato i moderati e causato la fuga di consensi. Tuttavia, anche la Merkel rischia grosso: tra due settimane si vota in Assia (il Land di Francoforte e Wiesbaden); qualora il governatore locale Volker Bouffier (in quota Cdu) dovesse cadere, allora la «cancelliera» potrebbe perdere la segreteria della Cdu al prossimo congresso del partito, che si terrà a dicembre. E il suo potere, pertanto, ne verrebbe ancor più ridimensionato.

Ma la spinta decisiva al crollo del governo dovrebbe venire dalla Spd. I socialdemocratici erano già entrati obtorto collo nell’esecutivo, dopo la débâcle alle elezioni nazionali di un anno fa. In particolare, avevano pagato quattro anni da soci di minoranza nella grande coalizione, surclassati da una Merkel allora potentissima. Decisi a passare all’opposizione, furono poi praticamente costretti dal presidente della Repubblica Frank-Walter Steinmeier a formare il governo con la «cancelliera», dopo che le trattative per la «Giamaica» (esecutivo con Cdu/Csu, Verdi e Liberali) erano fallite. Tutto pur di salvare la proverbiale stabilità della Germania. Ora, però, il trend è preoccupante e il gioco potrebbe non valer più la candela. La base è in fermento e la cacciata di Seehofer potrebbe non bastare. Qualora la Spd mettesse la parola fine alla grande coalizione, è più che probabile che la Germania tornerà alla elezioni. E la Merkel dovrà andarsene in pensione.

Valerio Benedetti

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