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Pretoria, 4 lug – Il ministro dell’Istruzione Elementare del Sudafrica Angie Motshekga ha recentemente fatto aggrottare più di una fronte dichiarando che «l’educazione non è importante come si crede. Gli africani sono sopravvissuti senza per migliaia di anni. Nonostante ciò ritengo che la mia gente debba avere la possibilità di conoscere la storia della propria nazione e del mondo». La Motshgka ha reso pubblica una relazione ministeriale sulla possibilità di introdurre la storia come materia obbligatoria dal decimo grado di istruzione fino al dodicesimo (circa il quindicesimo anno di età di ogni studente sudafricano).
Il tavolo studi, aperto nel 2015, è stato guidato dal professor Sibusiso Ndlovu, il cui compito è stato quello di condurre uno studio comparativo internazionale su come implementare al meglio l’insegnamento della storia nelle scuole sudafricane. Il ministro Motshekga, commentando i risultati della ricerca, ha dichiarato che l’insegnamento della storia, benché non fondamentale, potrebbe avere un gran numero di effetti positivi in una nazione come il Sudafrica, come ad esempio una maggiore coesione sociale e il mantenimento dell’eredità culturale delle popolazioni indigene.
Resta da vedere da che punto di vista verrà raccontata questa Storia, anche se possiamo già farci l’idea che sarà una narrazione tutta declinata a favore della popolazione indigena, volta a screditare in qualsiasi modo l’operato degli Afrikaners. Lo stesso ministro Motshekga recentemente si è dovuto scusare a nome del Congresso Nazionale Africano (Anc) poiché, a partire dal 1994, lo stato dell’educazione scolastica sudafricana si è deteriorato fino alla quasi totale distruzione. «Avremo bisogno di altri 25 anni per poterlo riportare a condizioni accettabili», ha dichiarato la Motshegka, facendo luce su alcuni problemi come le violenze sessuali dei professori Bantu sugli studenti o lo stato dei bagni scolastici di tutta la nazione, che richiederà un intervento del costo stimato di 10 miliardi di Randa (quasi 650 milioni di Euro) per essere di nuovo agibili. Peccato che la Motshekga si sia dimenticata di sottolineare come l’inizio del declino inarrestabile delle infrastrutture scolastiche e non, sia stato segnato dalla caduta dell’apartheid (periodo in cui l’Anc di Nelson Mandela prese il potere) ed è quindi, in sostanza, ascrivibile totalmente al malgoverno del partito dei sudafricani di colore. Come non è mistero che l’Indice di Sviluppo Umano (Hdi) del Sudafrica è crollato a partire dal 1994.
Cristina Gauri

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3 Commenti

  1. Benissimo, tutti nella savana e nella giungla a cibarsi di bacche e tuberi………ci restino però, indegna negritudine analfabeta.

  2. Penso che se avessero avuto un po di cultura, forse non si sarebbero piegati a fare gli schiavi per i bianchi. Avrebbero avuto la consapevolezza che difendere la propria civiltà sarebbe stata la via migliore per sopravvivere.
    Ma se il loro ministro dell’educazione si esprime così, credo che abbiano ancora tanta strada da fare..

  3. Traducete correttamente, per favore.
    In Inglese “Education” si traduce con “Istruzione”, non con “Educazione”.
    Altrimenti, non si capisce.

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