Roma, 15 gen – Pur essendo diventato uno dei più grossi produttori di gas del Mediterraneo (grazie all’Eni), l’Egitto sta promuovendo la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Tant’è che si è fissato l’obiettivo di produrre per il 2022 il 20% di elettricità usando fonti eoliche e solari. Una quota destinata oltretutto a salire al 42% per il 2035.

Egitto, chi costruisce impianti di idrogeno verde

La produzione di elettricità da fonti rinnovabili è dettata da ragioni ambientali, ma anche economiche visto che il governo egiziano vuole massimizzare le esportazioni di gas per guadagnare valuta pregiata. Cosa che non sarebbe possibile se il gas estratto venisse utilizzato per i consumi interni.
La produzione di elettricità da fonti rinnovabili però non verrà utilizzata solo per alimentare la rete elettrica, ma anche per la produzione di idrogeno verde. A tale proposito la società americana Plug Power costruirà per conto di Fertiglobe e Scatec un impianto da 100 megawatt per produrre idrogeno che poi servirà come ingrediente per l’ammoniaca, per un ammontare di 90mila tonnellate annue.

Il più grande impianto a livello globale

Scatec è una società norvegese, mentre Fertiglobe è una joint venture tra la società egiziana di costruzioni Orascom e la National Oil Company di Abu Dhabi. A partecipare a questo progetto c’è anche il fondo sovrano egiziano, a dimostrazione che il governo de Il Cairo crede molto nell’energia pulita.
Questo impianto che dovrebbe entrare in regime nel novembre del 2022 e sarà appunto il più grande al mondo. Per tale motivo il presidente esecutivo di Orascom non ha nascosto il suo entusiasmo. “Sarà il più grande impianto di idrogeno verde e ammoniaca verde a livello globale”, ha dichiarato Nassef Sawiris, presidente esecutivo di Orascom. Quanto a Fertiglobe c’è da dire che è il più grande esportatore di fertilizzanti del mondo con sedi negli Emirati, in Egitto e in Algeria.

Giuseppe De Santis

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