Tel Aviv, 29 nov – Eitan deve rientrare in Italia entro il 12 dicembre: lo stabilisce la Corte suprema israeliana. La decisione – motivata in ben 17 pagine – sancisce che il bimbo sopravvissuto alla tragedia del Mottarone e rapito dal nonno “debba essere riportato in Italia”. Il giudice della Corte suprema Alex Stein ricorda che il principio base della Convezione dell’Aja prevede “tolleranza zero verso i rapimenti ed evidenzia la necessità di una restituzione immediata”.

“Eitan deve rientrare in Italia”: la decisione della Corte suprema israeliana

Non è discutibile – sottolinea il giudice israeliano – che il luogo normale di vita del minore sia in Italia, dove ha trascorso quasi tutta la sua esistenza“. Eitan tornerà a vivere con la zia paterna Aya. Respinto dunque il ricorso dei nonni materni. Shmuel Peleg e l’ex moglie Esther ora non hanno altri tribunali a cui rivolgersi nella battaglia per l’affidamento del bambino di sei anni. Infatti il padre Amit e la madre Tal sono morti nell’incidente sul Mottarone del 23 maggio. Adesso i nonni materni si appellano all’Italia perché “riesamini l’affidamento”. Tuttavia in questi mesi i due hanno accusato il Paese dove Eitan è cresciuto da quando ha un mese. “Non ci fidiamo delle autorità locali, tutti i procedimenti sono stati fatti in una lingua che non capiamo”, hanno obiettato finora.

Il piccolo è stato rapito dal nonno l’11 settembre scorso

L’11 settembre scorso il nonno aveva incontrato il piccolo Eitan a casa della zia a Travacò Siccomari, in provincia di Pavia, e lo aveva rapito. Aiutato da un altro israeliano. lo aveva portato in auto a Lugano e dalla Svizzera erano decollati su un jet privato verso Tel Aviv. Da allora Eitan è in Israele, ha passato i giorni in attesa della prima sentenza in condivisione tra le due famiglie, in queste settimane è stato con la zia Aya. Gabriel Alon Abutbul, l’esperto di sicurezza privata che gli investigatori italiani hanno individuato come il complice del nonno di Eitan, è stato arrestato cinque giorni fa a Cipro su mandato di cattura internazionale. Oggi è stato scarcerato con obbligo di firma dopo aver versato una cauzione di 200 mila euro. La procedura per l’estradizione verso l’Italia andrà avanti nelle prossime udienze.

L’accusa del nonno: “Israele ha rinunciato a un bambino ebreo indifeso”

”Lo Stato di Israele oggi ha rinunciato a un bambino ebreo indifeso”. Così la famiglia Peleg, i nonni e gli zii materni di Eitan, hanno commentato la decisione della Corte suprema. In una nota si legge che Israele ”ha rinunciato a un cittadino israeliano senza che la sua voce fosse ascoltata. A favore della vita in una terra straniera, lontano dalla sua amata famiglia”.

Ludovica Colli

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