sudafrica_voto_getty__2_Pretoria, 17 mag – Come ampiamente previsto, i risultati delle elezioni del 7 maggio parlano chiaro, una schiacciante vittoria dell’ANC permette la riconferma per altri cinque anni del presidente uscente, Jacob Zuma. Gli elettori sudafricani sono rimasti fedeli a ciò che rappresenta storicamente l’African National Congress, non hanno inciso minimamente sul risultato la disoccupazione dilagante e gli scandali che negli ultimi anni hanno coinvolto Zuma e il partito.

L’egemonia elettorale del partito di governo è rimasta solida, infatti gli sfidanti non sono riusciti a far breccia all’interno delle classi sociali da sempre fedeli all’ANC, come la nuova classe media nera, i lavoratori urbani (privati e pubblici) e le masse povere delle aree rurali più periferiche.

L’ANC ottiene una larghissima maggioranza all’interno dell’Assemblea nazionale raggiungendo il 62,2% dei consensi, leggermente in calo confronto al 2009. L’Alleanza Democratica con il 22% dei voti si conferma come il principale partito d’opposizione, il partito liberale di Helen Zille ha deluso le aspettative nonostante una crescita del 5% rispetto al 2009. Ottimo risultato invece per l’Economic Freedom Fighters, partito di sinistra radicale guidato dal controverso Julius Malema, che si attesta sul 6%.

Alla luce dei risultati vengono deluse le aspettative di chi si auspicava un radicale cambiamento nella politica sudafricana. L’era dell’African National Congress e di Jacob Zuma non è vicina al termine.

Guido Bruno

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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