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Roma, 26 ott – “In Europa contro i musulmani si sta compiendo una campagna di linciaggio simile a quella contro gli ebrei prima della Seconda Guerra Mondiale“. E’ quanto dichiarato oggi dal presidente turco, Recep Tayyp Erdogan, che ha voluto denunciare così quella che a suo avviso è una vera e propria “islamofobia” dilagante, come “una peste nei Paesi europei”. Il “sultano” sembra ormai fuori controllo e ha perso il lume della Porta ottomana. E’ in preda a un delirio pericoloso, che a prescindere dai toni utilizzati si traduce spesso con politiche militari aggressive e destabilizzanti nel Mediterraneo.

Adesso però Erdogan sta alzando il tiro e rischia di innescare la miccia esplosiva nel cuore dell’Europa. “Faccio appello alla cancelliera Merkel. Se voi avete libertà di religione, com’è che ci sono stati quasi 100 attacchi contro moschee? Voi siete i veri fascisti, siete gli eredi dei nazisti“. Parole pesanti che gettano benzina su un fuoco già acceso. La replica del governo tedesco non è si però fatta attendere. Secondo Steffen Seibert, portavoce di Angela Merkel, quelle di Erdogan sono affermazioni “diffamatorie e assolutamente inaccettabili”.

Scontro diplomatico

Il sultano turco ha però preso di mira in particolare Emmanuel Macron: “Faccio un appello alla nazione: non comprate più prodotti francesi“. Una richiesta di boicottaggio insomma, perché secondo Erdogan il presidente transalpino promuove “l’odio verso l’Islam e i musulmani”. Accuse che oltretutto arrivano nel bel mezzo di una tensione altissima in Francia, dopo che un professore è stato decapitato da un jihadista a Parigi.

Nelle scorse ore, via Twitter, Macron aveva scritto un messaggio in francese, inglese e arabo rivolto in particolare a Turchia e Pakistan che lo avevano accusato di islamofobia: “Non ci fermeremo. Rispettiamo tutte le differenze nello spirito di pace. Non accettiamo mai l’incitamento all’odio e sosteniamo un dibattito ragionevole. Difenderemo sempre la dignità umana e i valori universali”. Per tutta risposta il governo di Islamabad ha convocato l’ambasciatore francese, Marc Barety, per “presentare la più forte protesta” contro la “pubblicazione di disegni blasfemi” e le conseguenti dichiarazioni di Macron. Chiaro il riferimento alle vignette di Charlie Hebdo.

Eugenio Palazzini

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