Gap, 29 ago – Il tribunale di Gap, cittadina delle Alpi francesi, ha reso ieri la sua sentenza: tre membri di Génération Identitaire dovranno scontare sei mesi di carcere per un’azione volta a bloccare l’ingresso di immigrati clandestini attraverso le Alpi dal territorio italiano a quello francese.

L’azione a Colle della Scala

L’episodio risale al 21 aprile del 2018. I militanti identitari francesi del movimento Génération identitaire (GI) a Nevache avevano installato una lunga rete per impedire il passaggio degli immigrati vicino al Colle della Scala. Il giorno seguente gli antifascisti dei gruppi no Tav e del gruppo Briser les frontieres si scontrarono con la Gendarmerie nello stesso punto. Colle della Scala, come spiegarono i militanti di GI è un “punto strategico del passaggio dei clandestini”, situato a 1.762 metri di altezza e a sei chilometri dal confine italiano. Romain Espino, portavoce del gruppo e uno dei condannati di oggi, precisò nell’occasione che i militanti non avevano “avuto contatti con gli immigrati”. Espino spiegò altre che la missione era  “stata un successo”. “Siamo riusciti ad attirare l’attenzione mediatica e politica sul Colle della Scala” dichiarò il militante di GI. Il gruppo costruì “un confine simbolico” per “comunicare” ai clandestini “che la frontiera è chiusa e che devono andare a casa“. Fu anche esposto uno striscione gigante sul fianco della montagna, con il messaggio in inglese “No way”.


Questa quindi è l’azione per cui i tre membri di Génération Identitaire sono stati condannati; dovranno anche pagare un’ammenda di 2000 euro e subiranno la privazione dei diritti civili per cinque anni. Infine, l’associazione Génération Identitaire è stata multata per la somma di 75.000 euro.

Immigrati e movimento No Tav

All’udienza della Corte penale dello scorso 11 luglio, il pubblico ministero di Gap, Raphael Balland, aveva richiesto per gli imputati Clemente Gandelin, Romain Espino e Damien Lefèvre sei mesi di reclusione e la privazione di un anno dei diritti civili. Clément Gandelin, presidente del movimento, era presente al processo. L’avvocato difensore aveva chiesto l’assoluzione. L’azione per cui i militanti di Génération identitaire sono stati ieri condannati si era conclusa senza l’uso di violenza ed era prettamente simbolica. L’azione illegale, in tale contesto, era semmai il tentativo di ingresso in territorio francese di clandestini coadiuvati dai movimenti No Tav e dai centri sociali italiani. Ma è tristemente noto che la legge e la giustizia corrono su binari diversi. Soprattutto quando un popolo vuole difendere i suoi confini.

Ilaria Paoletti

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3 Commenti

  1. Quale sarebbe il reato ?

    Ho giurato di difendere i confini della Patria come Ufficiale dell’Esercito , ed usando le armi ….

    Giudice gauche caviar ????
    O gli servono spacciatori xké drogato ?
    … o gli piace il cazzetto dei negri ?

  2. Vedo che anche la magistratura francese è “vomitevole” (cit.). Fosse vero che il mal comune è un mezzo gaudio (ma non è vero), ci sarebbero motivi di ottimismo.

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