Anne-Sophie LeclèreParigi, 17 lug – È una decisione senza precedenti quella che è stata presa martedì dal tribunale correzionale della Cayenna. In effetti, Anne-Sophie Leclére, ex capolista Fn alle municipali di Rethel, è stata condannata a nove mesi di prigione, una ammenda di 50mila euro e cinque anni di ineleggibilità per aver diffuso via internet un fotomontaggio che paragonava Christiane Taubira, attuale ministro della Giustizia, a una scimmia.

Se ovviamente tutti sono d’accordo nel riconoscere che la “spiritosaggine” era di cattivo gusto, totalmente fuori luogo e passibile di essere considerata come una “ingiuria pubblica”, la pena comminata appare di una severità estrema e totalmente sproporzionata, superando le condanne inflitte per fatti (e non parole o immagini) delittuosi come furti con violenza, traffico di stupefacenti o aggressioni sessuali.


Va inoltre sottolineato che il processo si è svolto in assenza dell’accusata e del suo avvocato. In effetti, le spese per lo spostamento in Guyana erano a carico della giovane donna, che non ha potuto, per mancanza di mezzi, farsene carico e non ha dunque stata rappresentata nell’udienza.

Per Philippe Bilger, avvocato generale presso la corte d’appello di Parigi, “questo giudizio ha perso ogni misura e ha riempito di stupore chiunque abbia dìgiuridicamente un po’ di senso comune”. Sottolineando il carattere tanto eccezionale che inquietante di questa sentenza, il giurista ha aggiunto: “Questo giudizio valica la frontiera che deve assolutamente separare la delinquenza e al criminalità materiale dalle trasgressioni verbali. Queste ultime, per quanto nauseabonde possano rivelarsi, restano comunque delinquenza dell’immateriale, che offende un essere, la sua dignità e la sua psicologia, ma che non distrugge una esistenza, nel suo corpo o nei suoi beni. Concretamente, tragicamente. È una perversione mettere sullo stesso piano la parola offensiva e il comportamento devastatore”.

Dal canto suo, il Front national, che aveva all’epoca condannato il fotomontaggio ed escluso la signora Leclère dal partito parla di una vera “imboscata giudiziaria” e di una decisione “chiaramente politica”. Lo stesso Fn è stato condannato a pagare una ammenda di 30mila euro, anche se il fotomontaggio incriminato è stato pubblicato sulla pagina personale di Anne-Sophie Leclère e non è stato dimostrato che ella ne avesse informato il partito.

Una decisione giudiziaria che suscita in ogni caso numerose reazioni scandalizzate in Francia, dove la popolazione si confronta con una delinquenza e ua criminalità endemica che la giustizia non riesce a contrastare, obbiettando nello specifico che “le prigione sono piene” e che è impossibile mandare dentro tutti i delinquenti. Mentre i plurirecidivi sono rimessi in libertà o semplicemente “messi sotto controllo giudiziario”, la condanna in carcere per una semplice immagine postata su Facebook desta scalpore e incomprensione nella popolazione colpita da questo incredibile caso di doppiopesismo.

Xavier Eman

 

 

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