Parigi, 13 lug – In Francia non si potrà più parlare di “razza”: l’Assemblea ha tolto questa parola dalla Costituzione. Fino a oggi, dal 1946, l’Articolo 1 della Costituzione Francese “garantisce l’uguaglianza davanti alla legge di tutti i cittadini senza discriminazione di origine, razza o religione”. Una dicitura che secondo molti non è più al passo con i tempi. Di qui l’esigenza di portare avanti un’istanza per riformare il testo, che è stata fatta propria dal presidente Emmanuel Macron.
Dopo la discussione l’esito positivo: la camera bassa del parlamento francese ha adottato questo primo emendamento e se il processo di riforma costituzionale andrà a buon fine nel nuovo articolo primo della Carta fondamentale francese ci sarà scritto che la Repubblica “assicura l’uguaglianza davanti alla legge di tutti i cittadini senza distinzioni di sesso, di origine o di religione”.
L’Assemblea nazionale francese ha votato all’unanimità il primo emendamento, fortemente simbolico, al progetto di revisione della Costituzione. Tutti e 119 deputati presenti al voto hanno detto sì, convinti che continuare a mantenere nel testo costituzionale questo termine, introdotto nella Costituzione nel 1946 per respingere le teorie razziste dopo il nazismo, significa alimentare fraintendimenti visto che è dimostrato che non ci sono razze all’interno della specie umana. Assenti i deputati dell’estrema destra, che hanno disertato l’appuntamento che ha unito tutti gli altri colori della scena politica d’Oltralpe.
Ci sono state, però, altre voci fuori dal coro, oltre a quelle della destra. Tra queste anche alcuni movimenti antirazzisti, che hanno osservato: “La razza non esiste, ma il razzismo esiste e uccide”, e che “Per poter agire contro il razzismo c’è assoluto bisogno di questo strumento che permette di chiamarlo per nome”.
La parola “razza” esce quindi dalla Costituzione francese, in compenso però entra “sesso”, e con esso il divieto di ogni “distinzione di sesso” tra cittadini. Respinti, però, tutti gli emendamenti che chiedevano di declinare anche al femminile i nomi delle cariche menzionate nel testo: presidente, primo ministro, ambasciatore rimarranno tali, a indicare indistintamente sia l’uomo che la donna che li ricoprono.
Anna Pedri

4 Commenti

  1. quando vedo questo Macron (soprattutto quando parla e dispone di “uguaglianze”,come in questo caso) mi domando sempre se un professore sposato di 40 anni
    avendo avuto rapporti con una sua studentessa di 15 anni…lo avessero eletto Presidente della Repubblica.
    se la risposta dovesse essere negativa,stiamo solo perdendo tempo

  2. i francesi la finiscano con queste minchiate e si ricordino più spesso dei milioni di morti causati dal loro colonialismo in nord Africa (Algeria, Tunisia ecc.) e in Indonesia

  3. Cioè praticamente le elites francesi ( mooolto massoniche!! ) hanno deciso che non esiste più il popolo francese e infatti la loro nazionale di calcio sembra molto di più una nazionale di calcio africana piuttosto che una nazionale di calcio europea, insomma, si sono adeguati ai loro tempi, sò sodisfazioni, non c’è che dire……..!!
    Saluti.
    Fabrice
    PS nella prossima campagna elettorale il Front Nationale anche su questo punto potrebbe metter su una vincente azione di marketing nel senso che se non c’è una razza nazionale di rigerimento e non c’è una religione nazionale di riferimento e allora che sia francese solo chi parla francese e chi abita in Francia vuol dire negare il concetto di popolo francese ma la Francia storicamente è stata fatta dal popolo francese e non dagli africani e mediorientali che parlano francese e vivono in Francia, insomma, potrebbero quelli del FN usare argutamente una provocazione del genere: “Avete eliminato la parola razza dalla Costituzione e allora dovete eliminare anche la parola popolo, perchè non lo fate? Vi spaventate a dire al vero popolo francese che per voi elites il popolo francese non esiste più?” e altre di questo tipo!!!

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