marion le pen marineParigi, 5 apr – Non è scontro aperto e verosimilmente non lo sarà fino alle prossime elezioni, nelle quali Marine tenta il colpaccio forte anche di alcuni sondaggi (non ufficiali e non pubblicati con la motivazione di non turbare i mercati) che la danno in vantaggio, almeno al primo turno, con un margine ben più ampio rispetto alle attese odierne, ma l’ingombrante presenza della bella nipote Marion comincia a farsi sentire. Tanto da costringere la leader del Front alle prime strategie difensive.

L’ultima occasione è stata il dibattito sul sistema previdenziale pubblico, con Marion che si è dichiarata a favore della soppressione di alcuni regimi pensionistici speciali attualmente in vigore, immediatamente redarguita dalla zia in occasione di un’intervista radiofonica. Niente che esuli dal normale dibattito interno, con toni che rispetto agli scontri in essere in altri partiti rimangono comunque pacati e cordiali. Tanto più che Marion è anche deputata dell’Assemblée Nationale, unica del FN insieme a Gilbert Collard in un sistema – quello elettorale francese – che alle legislative premia all’estremo la logica del voto utile, dando così un valore in più alla conquista del seggio.

Non sfugge, tuttavia, che sotto la cenere covi un conflitto fra le due. Marine e Marion sono donne forti, di polso e ciascuna con il suo elettorato di riferimento. Se la figlia del fondatore non ha mai nascosto il suo fastidio per posizioni viste come troppo estremiste per il suo progetto di “dédiabolisation” del Font, la nipote prediletta ha invece mantenuto rapporti con ambienti come quello vicino alla Manif pour Tous, denunciando anche l’umiliazione subita dal nonno Jean-Marie in occasione del forte scontro che ha rischiato di spezzare l’unità del partito. Unità poi riconquistata nell’ottica di fare gioco di squadra per portare il Rassemblement bleu Marine – la coalizione di movimenti sovranisti – a giocarsi le proprie carte nell’appuntamento di quest’anno.

Tra fine aprile e inizio maggio si deciderà dunque il futuro della Francia e, di converso e sul medio termine, forse anche quello dell’Unione Europea. Comunque vada, quello del Front National sembra invece già scritto.

Nicola Mattei

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