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Marion Le Pen, astro nascente del Front National

Parigi, 6 dic – Si terrà oggi il primo turno delle elezioni regionali. Al voto sono tutti gli enti di secondo livello della Francia, attualmente 21 regioni ma che, a seguito della riforma del 2014, dal primo gennaio 2016 diventeranno 13. A differenza della Germania, ma anche in parte dell’Italia, le regioni transalpine non hanno grandissima rilevanza: senza autonomia legislativa e con una scarsa (se non quasi nulla) autonomia tributaria, rappresentano vere e proprie propaggini dello stato centrale più che degli enti a sé stanti.

Nonostante questo, la tornata elettorale assume quest’anno un’importanza cruciale. Fino ad oggi, infatti, la vita politica francese è stata dominata dall’alternanza continua Ump – Partito Socialista. Al più, qualche volta il Front National di Jean-Marie Le Pen ha fatto capolino, trovando sempre la strada sbarrata. Ora sembra, però, che la musica sia destinata a cambiare. Stando infatti ai sondaggi, il partito nazionalista preso in mano dalla figlia Marine Le Pen sarebbe in testa nella maggioranza (7 su 12) delle regioni. Di fatto il primo partito del paese.

La crescita frontista non è una novità: già nel 2014, alle europee, il FN aveva sbancato. Nulla di fatto, invece, alle elezioni dipartimentali – analoghe alle nostre provinciali – del marzo di quest’anno, dove le sue liste nonostante il 25% del primo turno (e il 40% di media ai ballottaggi) non avevano conquistato nemmeno un consiglio. Ha pesato, in quest’ultimo caso, il sistema maggioritario e lo sbarramento del “fronte repubblicano”, la formazione centrodestra-centrosinistra pronta, in caso di secondo turno, a seppellire le antiche rivalità per escludere il Front National.

La stessa dinamica potrà verificarsi anche alle regionali, ma per ora i numeri sembrano stare dalla parte di Marine e soci: in alcune regioni il Front è accreditato oltre il 40% già al primo turno, in altre supera agevolmente il 30%. Siamo ormai di fronte al primo partito di Francia e non è detto che lo schema rodato Umps + Ps – da molti ribattezzato “Umps” – possa ancora funzionare.

Da parte sua, il Front National ha sfruttato al meglio una linea attendista. Soprattutto dopo i fatti di Parigi: nessun grido scomposto, nessuna rivendicazione ma un eloquente silenzio. E la partecipazione al clima di unità nazionale, tanto che – per la prima volta nella storia – il leader è stato ricevuto all’Eliseo dal presidente. Non serviva rimarcare le posizioni del partito su temi come l’immigrazione e la gestione delle frontiere: erano già note a sufficienza. Ora Marine prepara il redde rationem.

Il Front è pronto così a sbancare alcune regioni. In prima posizione – e potrebbero davvero passare nelle sue mani – sono Nord-Pas-de-Calais-Picardie, la regione dei minatori alle prese con una forte disoccupazione e dove è candidata Marine, e Provence-Alpes-Côte d’Azur, regione statisticamente ricca ma dove anche la povertà si fa sentire, in cui spicca la presenza della nipote Marion Le Pen. Quest’ultima, forse più che la già nota Marine, è il vero e proprio astro nascente in casa frontista. Venticinque anni, alla sua prima esperienza da candidata sembra poter raccogliere il voto di  almeno 4 elettori su 10.  “Se dei francesi possono essere di storia musulmana è solo a condizione di piegarsi a nostri usi e costumi, modellati dal passato greco, romano e da sedici secoli di cristianesimo”, ha più volte ripetuto durante la campagna elettorale. Nessun tono da forca ma, testa ben salda sulle spalle, dimostra di sapere maneggiar bene secoli di storia repubblicana.

Giuliano Lebelli

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