Roma, 2 dic — Quando è troppo è troppo anche per Elon Musk e per la nuova policy di Twitter sulla libertà di espressione (decisamente più conciliante di quella in vigore nella precedente era woke-calvinista): a soli undici giorni dal reintegro ufficiale, il patron di Tesla sospende nuovamente l’account di Kanye West per «incitamento alla violenza» dopo che il rapper aveva postato un’immagine che univa la svastica alla stella di David. Poche ore prima aveva sconcertato mezzo globo dichiarando che «Hitler e il nazismo avevano fatto anche cose buone».

«Ho fatto tutto quello che ho potuto, ma nonostante questo Kanye West è tornato a violare le nostre regole contro l’incitazione alla violenza, l’account sarà sospeso», il tweet arriva direttamente dal profilo di Elon Musk.

Kanye West vuole suicidarsi professionalmente

A giudicare dalle ultime bordate, appare chiaro che l’ex marito di Kim Kardashian non ci stia più con la testa, tuffandosi in una spirale autodistruttiva non solo della propria immagine, ma anche delle proprie finanze; non sorprende, dunque, che a seguito delle esternazioni di ieri anche il social «alternativo» Parler abbia scaricato Kanye West (già lo avevano fatto Adidas ed Apple Play) bloccando le trattative di acquisto avviate precedentemente dal rapper. «La società ha concordato con Ye di mettere fine alla proposta di acquisto», ha comunicato Parlement Technologies, azienda che controlla la piattaforma.

Ha fatto anche cose buone

Mettendo da parte Twitter e Parler, è altamente probabile che le parole pronunciate da Kanye ieri sera sanciscano la morte civile e professionale del rapper. Tutto è accaduto ieri sera quando il rapper, ai microfoni del programma del conduttore alt-right Alex Jones, ha affermato che «ci sono cose buone in Hitler». West, che ha appena lanciato la sua seconda candidatura alla Casa Bianca chiedendo all’ex presidente Trump di fargli da vice, si è presentato con il volto mascherato dichiarando: «Mi piace Hitler, amo gli ebrei, ma amo anche i nazisti».

Ti è piaciuto l’articolo?
Ogni riga che scriviamo è frutto dell’impegno e della passione di una testata che non ha né padrini né padroni.
Il Primato Nazionale è infatti una voce libera e indipendente. Ma libertà e indipendenza hanno un costo.
Aiutaci a proseguire il nostro lavoro attraverso un abbonamento o una donazione.

 

La tua mail per essere sempre aggiornato

Articolo precedenteAtene, in fiamme auto del Primo consigliere dell’ambasciata italiana: “Probabile matrice anarchica”
Articolo successivoRivalutiamo la bellezza del “gufare”
Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

3 Commenti

  1. Indipendentemente dal concordare o meno con tutto ciò che ha detto, va riconosciuto che Kanye West ha un coraggio fuori dal comune.

  2. Non mi pongo nella testa degli altri comunque vedere il buono che eventualmente c’è in esempi che appaiono cozzare tra di loro non è certo nulla di nuovo o storia moderna.
    L’ ostracismo va sempre ben motivato se si è capaci!

  3. Basta perdere una guerra e finisci nel letamaio…
    Altrimenti Hitler a quest’ora sarebbe osannato più di Draghi.

Commenta