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Londra, 19 lug — Il Regno Unito dice addio alle restrizioni: oggi è il Freedom day, il «giorno della libertà». Si riapre tutto, nonostante un’impennata di contagi che fa preoccupare scienziati e politici britannici.



Freedom day: si riapre tutto, via la mascherina

A partire dalla mezzanotte di ieri è scattato il via libera ad attività come i locali notturni. Via ogni tipo di limitazioni per cinema, teatri, eventi pubblici, auditorium, matrimoni o funerali. Addio anche all’uso della mascherina al coperto e il distanziamento. Agli stadi sarà consentito di raggiungere la capienza massima, le discoteche tornano ad affollarsi. Il telelavoro o smart working diventa da oggi facoltativo. Scozia e Galles mantengono l’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi pubblici al chiuso e nei trasporti.

Cosa accade per chi viaggia

Lo stop alle restrizioni — in questo caso si tratta più di un alleggerimento delle procedure — si estende anche alle misure precauzionali anti-Covid per chi viaggia fra il Regno Unito e oltre un centinaio di Paesi presenti nella cosiddetta «lista ambra» di cui fa parte anche l’Italia, la maggior parte dei Paesi Ue e gli Stati Uniti. Questa apertura non si applicherà a chi torna dalla Francia, a seguito della presenza Oltremanica di casi della variante Beta. Il ministro dei Trasporti Grant Shapps, ha inoltre annunciato alla Camera dei Comuni che da oggi decade l’obbligo di quarantena cautelare per le persone residenti nel Regno — purché abbiano ricevuro una doppia dose di vaccino — che tornino sull’isola dai Paesi della lista ambra.

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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