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Roma, 6 nov – In Georgia i risultati non sono ancora ufficiali, ma i democratici hanno già rivendicato la vittoria. Buona parte degli analisti americani giudicano pressoché incolmabile il vantaggio accumulato dai due candidati progressisti, in questo momento avanti di poche migliaia di voti sui repubblicani. Per l’esattezza sono state scrutinate il 98% delle schede e il dem Jos Ossof è al 50,2%, contro il 49,8% del repubblicano Devid Perdue.

Georgia, verso la vittoria dei democratici

Ossof ha dichiarato di aver vinto: “Grazie Georgia per la fiducia che mi hai accordato”, ha detto il candidato senatore. L’altra sfida, quella tra il democratico Raphael Warnock e la repubblicana Kelly Loeffler, vede una situazione analoga. Anche se in questo caso lo scarto tra i due sembra più netto. Il reverendo Warnock è in vantaggio di 54mila preferenze rispetto alla rivale Loeffler, in termini percentuali 50,6% contro 49.81%. Dunque, ribadiamo, la sfida non può dirsi ancora terminata. E’ chiaro però che a questo punto i democratici stanno per aggiudicarsi i due senatori della Georgia.

Un cappotto decisivo, come spiegato ieri ampiamente su questo giornale, perché garantisce ai dem il sostanziale controllo del Senato. Ciò significa che il presidente eletto Joe Biden potrà contare pienamente sul Congresso americano. Nella Camera alta (il Senato), in realtà democratici e repubblicani avranno lo stesso numero di seggi: 50. Ma si tratta di una parità del tutto relativa, perché Kamala Harris – vicepresidente nominata da Biden – è presidente del Senato. Quindi Joe Biden avrebbe dalla sua 50 senatori più uno.

Georgia, Trump parla di “elezioni truccate” 

Sullo scrutinio in Georgia è intervenuto, come di consueto a gamba tesa, il presidente in carica Donald Trump. “È appena successo che hanno trovato 50 mila schede a tarda notte. Gli Stati Uniti sono in imbarazzo per colpa di alcuni stupidi. Il nostro sistema elettorale è peggiore di quello che esiste nei Paesi del terzo mondo”, ha tuonato su Twitter il leader della Casa Bianca. Trump insomma non vuole gettare la spugna, sembra tutto tranne che disposto ad accettare la probabile sconfitta anche in Georgia. E continua a parlare di brogli. Poco fa il tycoon ha di nuovo cinguettato, parlando di “elezioni truccate” e democratici che “giocano con il voto”.

Nel pomeriggio Trump ha chiesto nuovamente al suo vice, Mike Pence, di non ufficializzare la vittoria dei democratici. “Gli stati vogliono correggere i loro voti che sanno essere basati su irregolarità e frodi. Tutto quello che Mike Pence deve fare è rinviarli agli stati, così VINCEREMO. Fallo Mike, questo è il momento per l’estremo coraggio”, ha twittato Trump. Una richiesta che suona obiettivamente come l’ultima carta della disperazione. Anche perché lo stesso Pence – stando a quanto riferito dalla Cnn – avrebbe già fatto sapere a Trump di non avere il potere di evitare la certificazione della vittoria democratica.

Eugenio Palazzini

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3 Commenti

  1. […] Nel frattempo il Congresso ha ripreso i lavori in sessione congiunta per il conteggio delle schede elettorali e per la certificazione dell’elezione di Biden. La sessione era stata interrotta per diverse ore in seguito all’assalto. Il Senato ha respinto la prima contestazione dei voti, guidata dal senatore Ted Cruz. La sua mozione è stata bocciata con 93 voti contrari e sei a favore. Anche alla Camera l’obiezione ai voti in Arizona ottenuti da Biden è stata respinta. Sono ovviamente tutti repubblicani i deputati che hanno votato a favore della contestazione dei voti, ben 122 dei 140 previsti. Come è noto, Trump e gran parte dei parlamentari repubblicani accusa Biden e i democratici di brogli e di elezion…. […]

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