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Berlino, 23 set – I sovranisti dell‘Afd, Alternativa per la Germania, nonostante la pessima pubblicità di cui godono presso tutti i media tradizionali, sono riusciti come scrivevamo su questo giornale a dotarsi di un arsenale comunicativo di tutto rispetto sui social network. Non stupisce quindi la forte rimonta nei sondaggi degli ultimi giorni. Ieri il Corriere della Sera scriveva di un probabile 10% dei voti al partito definito dai giornali di casa nostra “di estrema destra”. Percentuale che garantirebbe circa 100 deputati all’Afd nella nuova Camera bassa tedesca. Il partito di Alice Weidel, se così fosse, otterrebbe inoltre una presenza costante nelle emittenti televisive, a quel punto innegabile, e nel caso in cui Angela Merkel fosse costretta ad una Grosse Koalition con la Spd, diverrebbe la prima forza di opposizione in Germania.



Secondo Il Sole 24, sempre attento ai sondaggi, i sovranisti tedeschi hanno buone probabilità di uscire dalle elezioni federali di domani come terza forza politica del Paese. A pesare sull’esito delle votazioni, oltre alla perdita di credibilità su alcuni temi della Merkel, sarà senza dubbio la questione immigrazione. Se la cancelliera e il suo principale rivale, il socialdemocratico Martin Schulz, sono più o meno sulla stessa lunghezza d’onda e di fatto si sono trovati d’accordo quasi su tutti i temi politici durante l’unico dibattito televisivo che li ha visti confrontarsi, l’Afd si pone invece come unico partito di rilievo che si oppone decisamente all’immigrazione, anche in Germania sempre più un problema da affrontare con determinazione.

Ecco allora che la bionda candidata sovranista Alice Weidel, omosessuale dichiarata che si definisce “moderata”, non esattamente quindi il classico profilo del “populista di estrema destra” spauracchio dei media, potrebbe ottenere un risultato ben al di sopra delle aspettative. Le bordate alla Merkel sulla politica dell’accoglienza e la capacità di proporsi come volto nuovo, con idee nuove e vicine alle istanze dei giovani, potrebbero essere quindi il giusto mix per emergere in un panorama politico talmente grigio e prevedibile da sembrare quasi la caricatura dello stereotipo tedesco. Una 38enne bionda, definita pacatamente da Libero “lesbo-nazi”, che sta agitando il sonno non soltanto di Angela Merkel ma anche e soprattutto di tutti i paladini dello status quo. Se il vincitore delle elezioni appare scontato, il principale oppositore potrebbe non essere più in Germania una controfigura spenta. Forse almeno ci sarà da divertirsi.

Eugenio Palazzini

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