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Roma, 23 set – Il 18enne iracheno arrestato per l’ordigno nella metro di Londra, bomba artigianale che lo scorso 18 settembre ha ferito 30 persone, è un profugo sbarcato a Trieste. Ahmed Hassan, questo il nome del terrorista incriminato dalle autorità britanniche, come riportato da Repubblica era arrivato in Italia con la prima ondata di profughi ufficialmente tutti in fuga dall’Isis. Secondo gli inquirenti il 18enne iracheno sbarcò a Trieste a bordo di una nave partita dalla Turchia il 26 agosto 2015. Fermato dalla polizia nel capoluogo friulano, Hassan disse di essere un minorenne siriano e grazie a questa semplice autodichiarazione fu affidato ad una casa famiglia. Peccato che soltanto quattro giorni dopo l’affidamento sia scappato facendo perdere le tracce. E dire che erano già state avviate le pratiche per fargli ottenere un permesso di soggiorno.

Alcuni mesi dopo la fuga il giovane iracheno finto profugo siriano è ricomparso in Inghilterra, questa volta affidato ad una coppia di cittadini britannici. Un’adorabile famiglia decorata per il suo impegno umanitario e sociale dalla stessa regina d’Inghilterra perché in 40 anni ha allevato 268 figli adottivi, per lo più di origini mediorientali. Anche in questo caso però Hassan continuava in realtà a covare il suo progetto terroristico. L’iracheno ha così approfittato della gentile accoglienza prima in Italia e poi in Gran Bretagna per mettere appunto il suo piano. Si è prima procurato del perossito di acetone, il famigerato Tatp alla base degli ordigni utilizzati sovente dall’Isis per gli attentati, bombe dall’inquietante nome “Madre di Satana”. Ha poi acquistato su Amazon un timer e altri componenti necessari per la realizzazione dell’ordigno e al tutto ha aggiunto un bel po’ di chiodi per rendere gli effetti più letali.

Soltanto l’inesperienza e la fretta hanno parzialmente mandato a rotoli il terrificante piano del finto profugo siriano, che ha compiuto un attentato che fortunatamente non ha provocato vittime, nonostante i molti feriti. “L’iniziale deflagrazione si è verificata ma non ha fatto esplodere la carica Tatp, probabilmente per un difetto di assemblaggio dell’ordigno”, ha dichiarato il procuratore Ingham. “Quella bomba era potenzialmente devastante, avrebbe potuto provocare un massacro”, ha precisato poi il capo della polizia di Londra Cressida Dick. L’ennesimo profugo rivelatosi terrorista, accolto in Italia sulla base di un’autodichiarazione funzionale: scappo dalla guerra.

Eugenio Palazzini

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1 commento

  1. ….e si che è dal 1991 con l’arrivo in massa degli albanesi in Italia con il loro refrain “tuti piange bambini scapati da la gueera” che si dovrebbe aver maturato una certa esperienza in cazzari plurimatricolati ( e spesso dalla fedina non proprio pulitissima) per ricaderci ancora.

    è come se a Troia dopo il primo famigerato cavallo di legno,ne avessero fatti entrare altri a ripetizione ; ma qui probabilmente non è l’istinto tattico a mancare quanto un rincoglionimento buonista ormai irreversibile.

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