Berlino, 25 mar – Quasi un immigrato su due non riesce a superare i test di lingua tedesca previsti dai «corsi di integrazione». Secondo i numeri ufficiali, infatti, dei circa 202mila partecipanti ben 93mila sono stati bocciati. Si tratta per la precisione, dunque, di più del 45%. La pubblicazione delle cifre è stata possibile grazie a un’interrogazione parlamentare del partito sovranista tedesco Afd al ministro dell’Interno.

I numeri del flop

Si tratta chiaramente di un duro colpo per i paladini dell’integrazione. La percentuale di fallimento (ora quasi al 50%), in effetti, è aumentata di ben 5 punti rispetto all’anno scorso: allora 116mila partecipanti su 292mila non erano riusciti a passare con profitto i test. E questo nonostante il governo di Berlino abbia sostanziosamente aumentato i già elevati fondi in favori di questi corsi di integrazione: si è passati precisamente da 610 a 765 milioni di euro. Ricapitolando: più soldi (nonostante i meno partecipanti) e più bocciati.

Quale integrazione?

Questi corsi di lingua sono strutturati su 600 ore da 45 minuti e mirano a far raggiungere ai partecipanti il livello B1, ossia il livello minimo per ottenere un lavoro o per seguire con profitto corsi di formazione professionale. Tuttavia, già in passato il governo tedesco si era trovato in imbarazzo per l’evidente flop di questo programma: nel 2017 era stato reso noto che solo una minoranza dei nuovi arrivati aveva partecipato ai corsi e che, inoltre, la percentuale di fallimento era già allora molto elevata. Se a questo aggiungiamo il calo del livello di istruzione nelle scuole causato dall’immigrazione, si può tranquillamente affermare che questa integrazione, finora, non si è proprio vista. Né a Berlino né altrove.

Gabriele Costa

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