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Bufera in Germania: app di tracciamento Covid usata per scopi di polizia

by La Redazione
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Germania app tracciamento, Luca

Roma, 15 gen – In Germania, nella città di Magonza, le forze di polizia hanno utilizzato l’app di tracciamento Covid “Luca” per fini investigativi dopo aver chiesto l’autorizzazione alle autorità sanitarie locali. Secondo quanto riportato dal Washington Post, si tratterebbe di una faccenda inerente la morte di un uomo, verificatasi a novembre scorso fuori da un ristorante. Le autorità giudiziarie erano alla ricerca di alcuni testimoni presenti durante l’accaduto, arrivando a reperire 21 persone dalle informazioni contenute nell’applicazione.

Germania, app tracciamento usata per investigazione: l’inchiesta

Dopo una protesta, i pubblici ministeri si sono finalmente scusati con le persone coinvolte, ma l’autorità locale ha deciso di aprire un’inchiesta sull’accaduto. Intanto Culture4life, la società che ha creato l’app di tracciamento, ha condannato l’abuso, aggiungendo di aver ricevuto frequentemente le richieste di accesso ai dati, che sono state giornalmente respinte.

Il caso è scoppiato dopo le numerose proteste avvenute in più di 100 città tedesche a dicembre, inclusa Berlino, in merito all’introduzione di nuove restrizioni e del vaccino obbligatorio. Culture4life ha ipotizzato che il dipartimento sanitario abbia addirittura simulato un’infezione su pressioni da parte delle forze dell’ordine, ottenendo infine il consenso da parte del ristorante di fornire i dati dei presenti.

Mentre Bijan Moini, membro della Society for civil rights con sede a Berlino, ha dichiarato che l’utilizzo dell’applicazione da parte della polizia tedesca in questo caso può distruggere la fiducia negli strumenti che possono risultare utili al fine di combattere la pandemia. La polizia di Magonza non ha ancora replicato, c’è solo da augurarsi che una simile vicenda non si verifichi anche negli altri Stati membri dell’Ue.

Gabriele Caramelli

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Sergio Pacillo 16 Gennaio 2022 - 10:44

Stiamo solo all’inizio.

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fabio crociato 16 Gennaio 2022 - 12:17

Ma certo che si riverificherà, le app. svolgono spesso attività sostitutive come fanno i confidenti, gli infamoni che, se rimangono senza il loro schifoso e viziato (!) lavoro non possiamo che esserne contenti. Almeno di questo. Se pensiamo che in Italia si è arrivati pure a premiarli, anche se risultanti primi colpevoli… !! O qualcuno non sa oppure ha dimenticato? Del giudice (tanti), del cardinale (Martini), del generale (Delfino), del direttore… che ci hanno pure montato su una carriera non da poco!
L’ importante sarà che non taglino o modifichino i dati… inavvertitamente s’ intende.

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Cesare 16 Gennaio 2022 - 4:53

Della nostra salute al potere non importa niente, come dimostrato dalle centinaia di ospedali chiusi negli ultimi anni.Lo dimostra anche la promozione quasi obbligatoria di terapie geniche sperimentali, di industrie chimiche private, ad elevata mortalità e tossicità.Ai banchieri interessa quello detto dal globalista oligarchico Schwab a Davos di recente; fondere le identità fisiche dei dominati con quelle digitali e biologiche.Ci vogliono come i cani, gia forniti da tempo di microchip,e come gli animali da allevamento che hanno già qr code. Chi non lo ha ancora capito ha bisogno di attivare i neuroni in fretta e spegnere la televisione

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Arturo 16 Gennaio 2022 - 11:42

Altro che microchip sottocutaneo, abbiamo già smartphones e smartwhatches a fare da “spioni”.😏

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