Tel Aviv, 6 giu  – Inizia a Gerusalemme l’annuale sfilata dell’orgoglio omosessuale, il Gay Pride: sono attese circa 30 mila persone. E la tensione è alle stelle.

Primo ministro gay nella storia d’Israele

A poche ore dall’evento, il premier Benyamin Netanyahu ha nominato ministro della giustizia Amir Ohana, il primo gay dichiarato del governo israeliano. La sfilata si terrà nella parte ovest della città,  e vede un dispiego di forze per mantenere la situazione in sicurezza veramente impressionante: sono 2500 gli agenti nelle vie di Gerusalemme, all’erta per scongiurare ulteriori violenze. Nel 2015, infatti, vi fu l’attentato di un ebreo ortodosso proprio durante il Gay Pride. Morì una ragazza che stava partecipando alla manifestazione.  E proprio oggi la polizia israeliana ha annunciato l’arresto di circa 17 persone, che avevano, appunto, l’intenzione di interrompere la manifestazione: tra di loro anche un uomo, trovato in possesso di un’arma da taglio.

Ma il Rabbino capo non vuole bandiere

E mentre per il Gay Pride sono state appese un po’ in tutta Gerusalemme le bandiere arcobaleno simbolo della manifestazione, ovviamente lungo tutto il percorso che verrà svolto dalla manifestazione Lgbt, sono state fatte apporre dalla municipalità lungo tutto il percorso nonostante il grande rabbino di Gerusalemme, David Lau, abbia ufficialmente fatto richiesta di rimuovere tali bandiere per non offendere la sensibilità di una parte della popolazione, presumibilmente quella di matrice ebrea ortodossa.

Ilaria Paoletti

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3 Commenti

    • ..per gli ortodossi dovrebbero essere lapidati anche tanti politici italiani DIVORZIATI E RISPOSATI …secondo bibbia……(controlla se a destra va tutto bene,….sempre secondo bibbia!)

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