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Washington, 9 ago – I rapporti tra Corea del nord e Stati Uniti si fanno ogni giorno più tesi. È un continuo rimpallo di accuse reciproche quelle che si scambiano quotidianamente il presidente americano Donald Trump e il padrone coreano Kim Jong-Un. A nulla sono valsi i tentativi diplomatici sostenuti anche dal Giappone. E ora Pyongyang minaccia di bombardare Guam, la base Andersen della Us Air Force che ha sede nell’isola di Guam, nel Pacifico, a soli 3.400 km dalla penisola coreana.

La minaccia di bombardare Guam arriva dopo che gli 007 americani hanno avvertito che la Corea del Nord sarebbe riuscita a miniaturizzare una testata nucleare che può essere caricata su uno dei suoi missili intercontinentali. Questa mini bomba atomica andrebbe ad aggiungersi alle altre già in possesso del regime di Kim Jong-Un, che secondo la Defense Intelligence Agency – l’agenzia di intelligence del Pentagono – potrebbe arrivare a 60 ordigni. In questo modo la Corea del Nord diventerebbe a pieno titolo una potenza nucleare.

Ma la minaccia di bombardare Guam, soprattutto, arriva dopo che Trump ha affermato: “se Pyongyang continuerà con l’escalation della minaccia nucleare la risposta americana sarà fuoco e furia, come il mondo non ha mai visto”. Pyongyang fa sapere, tramite l’agenzia di stato Kcna che al momento sta “esaminando con attenzione i piani operativi per avvolgere in una palla di fuoco l’area di Guam con un missile balistico a medio raggio Hwasong-12». E che ormai manca solo l’ok del suo Presidente.

L’isola di Guam ospita una base navale e una aerea americane. Qui hanno sede, tra gli altri, il 36esimo stormo aereo formato dai bombardieri strategici B-52, antiquati ma ancora letali, i più moderni B-1B Lancers, che hanno sorvolato la penisola coreana dopo il lancio dei due missili balistici intercontinentali Hwasong-14, il 4 ed il 28 luglio, in grado di colpire tutti gli Usa ad oltre 10.000 km di distanza. Su una popolazione di 161mila abitanti, ci sono 6mila militari americani, che minimizzano le minacce coreane dicono di sentirsi al sicuro. Il governatore Eddie Calvo dice che l’isola è pronta a ogni eventualità.

Anna Pedri

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