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Washington, 27 feb – “Stiamo seguendo attentamente cosa succede nei Paesi più colpiti, come Italia e Corea del Sud. Al momento non abbiamo ancora preso decisioni ma potrebbero esserci altre limitazioni per i viaggi”. Lo ha annunciato Donald Trump ieri sera nel corso di una conferenza stampa. Il tycoon ha spiegato come l’amministrazione intenderà muoversi relativamente alla gestione dell’emergenza coronavirus negli Stati Uniti.

Stop ai voli

La possibilità che il virus si diffonda anche negli Usa fa comparire all’orizzonte l‘eventualità, per nulla remota, dello stop ai voli da Italia e Corea del Sud – come già adottato nei confronti della Cina – congiuntamente ad altre limitazioni per i viaggi e diversi miliardi di dollari stanziati per far fronte a una possibile epidemia su larga scala. Lo riferisce La Stampa.

Pence a capo della task force

La gestione della crisi è stata affidata da Trump al suo vice, Mike Pence, incaricato di coordinare il lavoro di tutte le agenzie coinvolte e sincerarsi dell’esistenza di una efficace collaborazione nella gestione del contagio e nel trattamento dei pazienti infetti. Sul fronte dei fondi economici il presidente Usa aveva chiesto al Congresso 2,5 miliardi di dollari per affrontare la crisi, ma i Dem, ritenendo la cifra troppo esigua, hanno rilanciato a 8,5, incontrando il favore di Trump che si dice pronto ad accettare la proposta.

Il tycoon è ottimista

Dalla conferenza stampa emergono però dei contrasti tra la visione di Trump e la comunità dei medici americani. Il presidente si dice infatti ottimista, convinto del fatto che gli Usa abbiano fatto un lavoro eccellente nel contenimento della minaccia rappresentata dal Covid-19, e che l’epidemia sia stagionale, proprio come un’influenza e che la sua fine sia prevista con l’arrivo di primavera ed estate e il conseguente innalzamento della temperatura. Più prudenza invece viene dimostrata dai dottori.

L’evidente intenzione del tycoon è di limitare il panico nel Paese e di preservare l’andamento dei mercati, in vista delle elezioni ormai dietro l’angolo. Nel frattempo sono cinque gli atenei d’Oltreoceano ad aver cancellato i loro programmi di studio in Italia. Si tratta di Elon University, Fairfield, Florida International, la New York University e la Syracuse, quasi tutti con programmi nel capoluogo toscano.

C’è il primo caso in California

Intanto, AdnKronos riferisce che la California ha registrato il primo caso di infezione da coronavirus da una fonte “sconosciuta”. Si tratta del primo caso di “community spread”: una trasmissione non riconducibile a un viaggio in Cina o a un contatto con un paziente noto. Lo riferisce il Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), spiegando che il contagio potrebbe essere un segno di diffusione del virus, nel territorio Usa.

Cristina Gauri

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