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afghanistanKabul, 13 apr – Alle 19:00 ora locale, le 16:30 in Italia, le forze armate Usa hanno sganciato la più potente bomba convenzionale del mondo in Afghanistan, nella provincia di Nangarhar distretto di Aichin. Secondo i primi rapporti la bomba, del tipo GBU-43/b Massive Ordnance Air Blast (Moab), è stata sganciata su dei tunnel dell’Isis da un MC-130 “Combat Talon II”. La GBU-43/b dotata di guida Gps e dal peso di 10mila kg, è la più potente bomba al mondo a carica non nucleare e viene impiegata contro bersagli non induriti (non è del tipo perforante), quindi “soft” o mediamente protetti; per le sue caratteristiche (dimensioni di 9,18 m. per un diametro di 103 cm e peso di 10mila kg) può essere sganciata solo da velivoli da trasporto con possibilità di apertura di piano di carico in volo tipo il C-130 “Hercules”. Derivata direttamente dalla BLU-82 “Daisycutter” (taglia margherite) che veniva usata durante la guerra del Viet Nam principalmente per creare delle adeguate LZ (Landing Zone) per gli elicotteri nella giungla, è particolarmente adatta su bersagli di grandi dimensioni poco o non protetti e di forte impatto psicologico sulle truppe. La bomba, il cui utilizzo in Afghanistan è stato firmato dal Gen. John Nicholson, comandante in capo delle truppe Usa in quel teatro di operazioni, ha visto così il suo primo impiego in assoluto in combattimento. Da una prima analisi e per le caratteristiche stesse della bomba ci sembra poco probabile che il suo impiego possa essere rivolto a dei tunnel dei terroristi afghani: non si tratta infatti di una bomba perforante o termobarica, in grado cioè di provocare una sovrappressione (e calore) tale da risultare efficace contro tunnel e grotte, tipo di bomba peraltro già usato durante la campagna in Afghanistan cominciata nel 2002. Sembra pertanto più una dimostrazione di forza rivolta ad altri scenari di crisi internazionali.

Paolo Mauri

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