Roma, 18 nov – “La guerra potrebbe finire prima che l’Ucraina liberi tutti i territori con mezzi militari”. E’ quanto dichiarato dal consigliere presidenziale ucraino, Mykhailo Podolyak, durante un incontro con la stampa. Podolyak ha così commentato le parole del capo di stato maggiore Usa, Mark Milley, secondo cui va considerata molto bassa la probabilità di liberazione militare di tutti i territori dell’Ucraina occupati dai russi, compresa la Crimea.

“La guerra può finire prima”: la prima apertura di Kiev alle richieste Usa

Fino ad oggi il governo ucraino non aveva mai mostrato cedimenti e aveva ribadito più volte: nessuna resa prima della liberazione di tutti i territori occupati dalle truppe di Mosca. Da qualche settimana però va avanti un dialogo sottile, antipasto di negoziati veri e propri, tra Russia e Stati Uniti. E da Washington il pressing su Kiev si è fatto sempre più insistente, per quanto ancora non si scorgano ultimatum manifesti. La volontà americana è però piuttosto chiara: ottnere in breve tempo un cessate il fuoco. Diverso, molto diverso, dalla pace effettiva. Quella verosimilmente è al momento una chimera e forse resterà tale sine die.

Siamo arrivati così alla prima dichiarazione di Kiev “possibilista” sullo stop allo scontro militare a prescindere dalla riconquista delle aree oggi controllate dalla Russia. E’ una novità significativa, al netto di possibili dietrofront delle prossime ore. Nel frattempo, mentre il conflitto prosegue comunque sul campo, a premere per l’apertura del tavolo delle trattative è la solita Turchia. Durante una telefonata con Vladimir Putin, il presidente turco Recep Erdogan ha fatto presente la necessità di rilanciare negoziati tra Mosca e Kiev. Secondo Erdogan il prolungamento della guerra in Ucraina “comporta molti rischi”. Banalità, si dirà, ma al contempo ennesimo tentativo di aprire una breccia nel muro dello scontro continuo.

Eugenio Palazzini

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