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Nizza, 30 apr – Ammonta a 5mila euro la multa inflitta all’autista milanese di Uber, che la notte dello scorso 7 febbraio è stato fermato dalla gendarmeria francese sull’autostrada all’altezza di La Turbie, appena dopo il confine con la Francia. Il conducente stava infatti trasportando tre immigrati africani provenienti da Ghana, Mali e Nigeria – tutti ovviamente senza regolare permesso di soggiorno. Chissà quanti altri autisti si erano già improvvisati con successo “traghettatori” di irregolari verso i lidi d’Oltralpe. A seguito di questo fatto il tribunale di Nizza ha emanato un provvedimento che interrompe momentaneamente la tratta Uber tra Italia e Francia. 



Il processo

Il processo che ha portato alla delibera di sospensione delle corse ha avuto dei toni decisamente sopra le righe, e quando l’avvocato difensore dell’autista milanese ha affermato che la corsa non poteva essere rifiutata in quanto «si tratta di un servizio pubblico», il presidente del tribunale ha risposto senza mezzi termini: «Non ci prenda per degli idioti». Rimane il fatto incontrovertibile che il conducente non aveva alcuna autorità per chiedere i documenti ai suoi passeggeri, ma ai magistrati è comunque rimasto il dubbio che si sia trattato di un caso di passeur-taxi. Per questo motivo il tribunale di Nizza ha deciso di infliggere una multa di 5mila euro al conducente, più che raddoppiando la richiesta della procura (2mila euro). La difesa, asserendo come il 90% dei clienti Uber siano stranieri in una città ad alto tasso di multietnicità come Milano, ha invocato la buona fede del suo assistito. Invano, perché i magistrati non hanno sposato la tesi del difensore.

Cristina Gauri



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