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Pechino, 12 apr – Tiantian è un bambino cinese di quattro mesi. Il suo nome, tradotto, significa dolcezza. È nato da madre surrogata, dopo che i suoi veri genitori erano morti da quattro anni. La coppia aveva congelato gli embrioni perché sperava di avere un figlio con la fecondazione in vitro. Un incidente li ha uccisi improvvisamente mettendo fine al loro sogno di diventare genitori.
Nel desiderio di far vivere in un bambino i loro figli, i genitori della coppia, cioè i 4 nonni di Tiantian, hanno intrapreso una battaglia legale durata anni, al termine della quale è stato dato loro il consenso a disporre di quegli embrioni e a procedere con la maternità surrogata.
In Cina però la procedura è illegale. Per questo per far nascere Tiantian era necessario andare all’estero, trasferendo gli embrioni fecondati e congelati a meno 196 gradi in un serbatoio di azoto liquido, dall’ospedale di Nanjing a un altro ospedale. Il Laos ha dato il permesso e ha impiantato gli embrioni trasportati in auto in una bottiglia dai quattro nonni, nell’utero di una mamma surrogata che, 9 mesi dopo, è volata in Cina per dare alla luce il piccolo Tiantian.
La vicenda non è finita qui. Non essendoci un precedente di questo tipo in Cina, per Tiantian si è aperto il problema della cittadinanza. La sua mamma surrogata, infatti, non è cinese e al momento della nascita del piccolo era in possesso di un visto turistico. Non essendo più in vita i genitori naturali del piccolo per poterne provare la paternità, i nonni hanno dovuto dare prova del legame di sangue con un test del dna.
Ora Tiantian ha ottenuto la cittadinanza cinese, la nonna dice che in lui vede gli occhi di sua madre e di suo padre, i figli che la donna ha perso nel 2013. La vicenda, però, è destinata a suscitare polemiche sul piano etico.
Anna Pedri



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