Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 1 giu – Circa 190mila casi registrati e 5.394 morti confermati. L’India non è stata insomma risparmiata dal coronavirus, ma per essere la seconda nazione più popolosa del mondo l’impatto non è stato devastante come altrove. Almeno per ora e attenendosi a dati inevitabilmente parziali, considerando la scarsa capacità del subcontinente asiatico di fare tamponi in modo capillare. Eppure qualche indiano è fortemente preoccupato dalla diffusione del virus, a tal punto da aver fatto ricorso a un gesto tanto folle quanto macabro. Qualcosa forse di inimmaginabile nel terzo millennio. Parliamo di un sacerdote induista che ha deciso di compiere un sacrificio umano, decapitando con un’ascia un uomo di 52 anni nell’area del tempo Maa Bramhanidei a Bandhahuda, nello stato nord-orientale dell’Orissa.

Sacrificio umano per placare l’ira degli Dei

Un gesto tanto deprecabile quanto assurdo, compiuto per placare le divinità che così secondo l’autore dovrebbero essere soddisfatte e dunque tenere a bada il Covid. A riportare la sconvolgente notizia è il britannico Daily Mail, secondo cui fonti della polizia locale avrebbero ricostruito l’accaduto. A decapitare il malcapitato 52enne è stato Sansari Ojha, un sacerdote di 70 anni. La vittima, identificato come Saroj Kumar Prandhan, è un abitante del villaggio dove è avvenuto l’omicidio e lavorava come contadino nei pressi del tempio. Il sacerdote, dopo aver commesso l’agghiacciante crimine, si è direttamente recato alla vicina stazione di polizia per costituirsi e spiegare il motivo del suo gesto: “Ho eseguito l’ordine di una Dea”. Quest’ultima, secondo quanto affermato dallo stesso religioso, gli sarebbe apparsa in sogno e gli avrebbe intimato di sacrificare la vita di un uomo. Cosa che avrebbe posto fine all’epidemia di coronavirus.

Il sacerdote era ubriaco

Stando alla ricostruzione delle autorità indiane, prima di decapitare il contadino 52enne, Prandhan si sarebbe ubriacato e avrebbe fumato marijuana. Non solo, tra l’assassino e la vittima, dalle indagini della polizia è emerso che non scorreva buon sangue. C’era infatti un’annosa ostilità causata dalle pretese avanzate da entrambi su un frutteto di mango. I due, a causa del lockdown, avrebbero inoltre condiviso la stessa stanza a lunga e i rapporti negli ultimi mesi sarebbero ulteriormente peggiorati. Inutile dire che in India quanto accaduto non è passato inosservato, anzi. Tra rabbia e costernazione, molte associazioni hanno manifestato la propria indignazione. In base a quanto riportato dal Daily Mail, l’attivista Satya Prakash Pati è stato a riguardo piuttosto esplicito: “È incredibile che nel ventunesimo secolo delle persone si comportino ancora in un modo così barbaro. Chiediamo quindi alle autorità di adottare provvedimenti severi contro il colpevole”.

Eugenio Palazzini

4 Commenti

  1. se tutti i preti vescovi monsignori e cardinali andassero a lavorare invece di starsi a grattare le palle allora il mondo sarebbe migliore dove cazzo pigliano i soldi per comperare terreni e appartamenti da 4milioni di euro??? ma dico io!

  2. Ognuno ha gli espertoni che si merita… Magari funziona… e noi ne avremmo tanti da sacrificare, se gli Dei non s’offendono per la pochezza dell’offerta!

Commenta